Riparare invece di sostituire. È questo il principio alla base delle nuove regole entrate in vigore in Francia nell’ambito della direttiva europea che punta a promuovere la riparazione dei beni di consumo. L’obiettivo è semplice: allungare la vita degli apparecchi, ridurre gli sprechi e frenare la crescente montagna di rifiuti elettronici.
Le nuove disposizioni riguardano, tra gli altri, smartphone, aspirapolvere, tablet, televisori, frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie. Per alcune categorie di prodotti tecnicamente riparabili, il consumatore acquisisce un vero e proprio diritto alla riparazione anche una volta terminata la garanzia legale di conformità.
Garanzia più lunga se si sceglie di riparare
La prima novità riguarda i due anni di garanzia legale. Se durante questo periodo il consumatore sceglie di far riparare il prodotto anziché sostituirlo, la garanzia viene prorogata di un ulteriore anno. In precedenza l’estensione era di sei mesi.
Se invece è il venditore a imporre la sostituzione dell’apparecchio al posto della riparazione, la garanzia riparte per due anni dalla data della sostituzione.
Una modifica che punta a rendere la riparazione una scelta realmente conveniente, evitando che la sostituzione diventi automaticamente la soluzione più semplice per produttori e venditori.

Il diritto alla riparazione anche fuori garanzia
La novità più significativa riguarda però il periodo successivo alla scadenza della garanzia. Per una serie di prodotti considerati tecnicamente riparabili, il produttore deve mettere a disposizione un servizio di riparazione.
L’obbligo può arrivare a coprire un periodo compreso fra cinque e dieci anni dall’acquisto, a seconda del tipo di apparecchio e del componente necessario per effettuare l’intervento.
Non significa, però, che la riparazione sia gratuita. Quando il prodotto non è più coperto dalla garanzia, il consumatore dovrà pagare. Il costo dovrà tuttavia essere considerato «ragionevole» e anche i tempi necessari per l'intervento dovranno essere adeguati.
Produttori più trasparenti
Le nuove norme impongono inoltre ai fabbricanti di rendere facilmente reperibili i contatti dei propri servizi di assistenza e riparazione. Le informazioni possono essere pubblicate sui siti internet delle aziende oppure inserite nella documentazione fornita con il prodotto.
I produttori dovranno inoltre indicare, attraverso siti accessibili liberamente, i prezzi indicativi degli interventi di riparazione più frequenti. Una misura pensata per consentire al consumatore di capire in anticipo quanto potrebbe costare rimettere in funzione un apparecchio.
Quando il produttore può dire no
Il diritto alla riparazione non è comunque assoluto. Un fabbricante può rifiutare l'intervento quando la riparazione è realmente impossibile.
La normativa europea, tuttavia, non consente di utilizzare questa formula come semplice scappatoia economica. Il costo elevato dei pezzi di ricambio, per esempio, non può da solo giustificare il rifiuto. Allo stesso modo, il produttore non può respingere la richiesta soltanto perché in precedenza l'apparecchio è stato riparato da un altro tecnico o dallo stesso consumatore.
In caso di controversia, saranno le autorità competenti e i tribunali dei singoli Paesi a stabilire se una riparazione possa essere effettivamente considerata impossibile.
Una piattaforma europea per trovare chi ripara
Il nuovo sistema non si ferma agli obblighi dei produttori. Dal 2027 è prevista in ciascun Paese dell'Unione europea una piattaforma digitale attraverso la quale i consumatori potranno individuare riparatori, venditori di prodotti ricondizionati e anche iniziative di riparazione partecipativa.
In Francia esiste già una soluzione analoga: la piattaforma «Épargnons nos ressources», realizzata dall'Agenzia per la transizione ecologica (Ademe), permette di cercare un riparatore e mette a disposizione anche tutorial per tentare, quando possibile, di intervenire autonomamente sugli apparecchi.
La filosofia della nuova normativa è dunque chiara: prima di buttare, riparare. Un cambio di paradigma che prova a trasformare la durata degli elettrodomestici e dei dispositivi elettronici da un problema del consumatore a una responsabilità condivisa lungo tutta la filiera.















