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Altre notizie | 15 agosto 2026, 07:00

Ferragosto, il mare è pieno. E la montagna pure

La Costa Azzurra scopre un secondo pienone: Auron, Isola 2000, Valberg, La Colmiane e le vallate del Mercantour attirano sempre più visitatori in cerca di fresco, natura e spazi

Auron

Auron

Ferragosto sulla Costa Azzurra significa spiagge affollate, traffico, parcheggi introvabili e una Promenade des Anglais trasformata in un gigantesco serpentone umano. Ma basta imboccare una strada verso nord per scoprire che il pienone non è soltanto quello del mare.

C'è un'altra Costa Azzurra. È quella che sale verso l'arrière-pays, entra nelle vallate e raggiunge Auron, Isola 2000, Valberg, La Colmiane e il Mercantour.

Una montagna che per decenni è stata raccontata quasi esclusivamente come destinazione invernale e che oggi sta diventando, anche d'estate, una componente sempre più importante dell'economia turistica delle Alpes-Maritimes.

I numeri raccontano una realtà diversa dal vecchio stereotipo della montagna deserta nei mesi caldi. Nell'estate 2025 l'occupazione media delle strutture ricettive di montagne e vallate della Costa Azzurra si è avvicinata al 50 per cento, superando il 62 per cento proprio a metà agosto. Le residenze turistiche hanno sfiorato il 65 per cento.



Non sono numeri da turismo di nicchia. Sono numeri da destinazione.
E il fenomeno si inserisce in una crescita più generale del turismo nelle Alpes-Maritimes, che nel 2025 ha registrato un aumento del 2,3 per cento delle presenze. Il consuntivo dell'estate 2026 arriverà più avanti, ma la tendenza è ormai evidente: la montagna ha smesso di essere una semplice appendice del turismo balneare.

C'è poi un elemento che vale più di qualsiasi campagna pubblicitaria: il caldo.
Quando sulla costa il termometro sale, l'altitudine diventa un bene turistico. Non servono slogan. Servono boschi, sentieri, torrenti e qualche centinaio di metri di quota in più. La montagna offre quello che la costa, nei giorni di Ferragosto, non può garantire: spazio.

Auron non è più soltanto sci. Isola 2000 non è più soltanto neve. Valberg ha costruito da anni la propria identità di stazione quattro stagioni. La Colmiane punta sulle attività all'aperto e sulle famiglie. Nei paesi delle vallate il turista cerca escursioni, patrimonio, gastronomia e soprattutto un rapporto diverso con il territorio.

È una trasformazione importante anche culturalmente. La Costa Azzurra non coincide più soltanto con Nizza, Cannes o Antibes. Comprende anche le vallate, i borghi del Mercantour e quei piccoli comuni dove il turismo significa ancora paesaggio, autenticità e comunità.

Il paradosso è che proprio il successo della costa potrebbe diventare il miglior alleato dell'entroterra.

Più il litorale si affolla, più la montagna acquista valore. Più il caldo rende difficile una giornata sulla spiaggia, più un sentiero nel Mercantour diventa un'attrazione. Più cresce la ricerca di esperienze autentiche, più i borghi dell'arrière-pays possono trasformarsi da luoghi di passaggio a vere destinazioni.

A Ferragosto sarebbe dunque utile guardare la Costa Azzurra anche dalla parte opposta del mare.

Perché mentre sulla costa si misura la densità degli ombrelloni, lassù si misura una nuova forma di turismo. Meno rumorosa, meno esibita, ma sempre più consistente.

La vera notizia è questa: le Alpes-Maritimes non hanno un solo pienone. Ne hanno due. Uno guarda il Mediterraneo. L'altro sale verso le montagne.

Beppe Tassone

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