La domanda è semplice, quasi banale: «On se fait un resto?». Andiamo a mangiare fuori? Dietro questa frase leggera, però, c’è una questione economica tutt’altro che secondaria.
Sulla Costa Azzurra i ristoratori hanno bisogno di tornare a vedere i tavoli pieni e per questo Côte d’Azur France Tourisme e CCI Nice Côte d’Azur hanno lanciato una campagna digitale per convincere residenti e turisti a riscoprire il piacere di mangiare al ristorante.
Il problema è emerso con forza nel 2025. I circa 4.300 esercizi della ristorazione tradizionale delle Alpi Marittime hanno registrato una pressione crescente sulla frequentazione, complice il potere d’acquisto più fragile, ma anche il cambiamento delle abitudini: consegne a domicilio, asporto, snack e ristorazione veloce conquistano spazio rispetto alla classica cena al tavolo.
E non è soltanto una questione francese. Il governo, rispondendo nel marzo 2026 a un’interrogazione parlamentare sulla situazione della ristorazione tradizionale, ha evidenziato un rallentamento strutturale del settore: nel 2025 il fatturato della ristorazione tradizionale è cresciuto appena dell’1,5%, mentre la frequentazione dei ristoranti è aumentata soltanto dello 0,5%.
Tra le cause indicate figurano costi più elevati, difficoltà nel reperire personale e consumatori sempre più attenti al prezzo.
Da qui l’idea di trasformare il ristorante in una parte dell’esperienza turistica, non in una semplice voce di spesa. La campagna invita a sedersi a tavola davanti al mare, in un bistrot di quartiere, in una trattoria dell’entroterra o in un’auberge del medio e alto Paese. Il messaggio è volutamente diretto: «I migliori ristoranti della Costa Azzurra sono a due passi».
Non solo alta gastronomia. La promozione punta sulla varietà e sulla cucina identitaria: socca, pissaladière, petits farcis, pan bagnat, verdure mediterranee, pesce, olio d’oliva, agrumi e prodotti stagionali. Una cucina che, secondo Côte d’Azur France Tourisme, permette di raccontare il territorio attraverso i suoi sapori e le sue tradizioni.
La scommessa è anche economica. Sedersi al ristorante significa sostenere una filiera che comprende camerieri, cuochi, stagionali, produttori, fornitori e artigiani. E significa mantenere vivi centri urbani e piccoli villaggi, dove una tavola aperta può fare la differenza tra una strada animata e una strada vuota.

La campagna, partita nell’estate 2026, viaggia sui social, sui siti turistici e nelle newsletter, coinvolgendo anche gli uffici del turismo locali. Clicca qui
Il paradosso della Costa Azzurra è tutto qui: una destinazione capace di attirare milioni di visitatori rischia di perdere proprio uno degli elementi che ne costruiscono l’identità. Perché la Riviera non si guarda soltanto. Si assaggia.
E allora, per una volta, la strategia turistica si riduce a una domanda molto più efficace di tante campagne pubblicitarie: «On se fait un resto?»
















