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Altre notizie | sabato 27 maggio 2017, 08:52

Sequestro del Tenda: nessun media ne parla in Francia. Non se ne sono accorti o cosa c'è sotto?

Non una riga sui quotidiani, non una dichiarazione da parte del mondo politico e amministrativo, anche se mancano poche settimane al voto per il rinnovo del Parlamento

Mercoledì 24 maggio un’azione congiunta della Guardia di Finanza e della Gendarmerie francese ha portato al sequestro del cantiere dei lavori per il  raddoppio del tunnel del Col di Tenda.

Furto aggravato e frode in pubbliche forniture sono le ipotesi di reato.

L’inchiesta è stata condotta dalla magistratura cuneese e da quella nizzarda, competenti territorialmente.

La notizia ha avuto notevole risalto in Italia, come era giusto che fosse e il  mondo della politica è prontamente intervenuto, così come quello rappresentativo delle attività produttive.

Questo sul versante italiano.

Su quello francese il silenzio è assoluto e assordante al tempo stesso.

Non una riga sui quotidiani, non una dichiarazione da parte del mondo politico e amministrativo, anche se mancano poche settimane al voto per il rinnovo del Parlamento.

Chiedersi il  motivo di questo assordante silenzio vuol dire tentare due risposte, entrambe tristi e dure per l’Italia.

La prima è che all’estero siano talmente assuefatti agli scandali italiani e all’utilizzo sconveniente del denaro pubblico che quanto è successo al Tenda rappresenti una “non notizia” .

Spazio si sarebbe dovuto riservare solo se i lavori fossero terminati nel rispetto del crono programma originale e senza scandali o ritardi…questa sì sarebbe stata la notizia!

La seconda ipotesi, altrettanto preoccupante, è che ai francesi del raddoppio del Tenda ed anche del futuro di questa arteria interessi poco o nulla.

Al punto da dedicare spazio all’apertura, dopo la stagione invernale, del Col della Bonette o a quella imminente del Col della Lombarda, valichi molto amati dai ciclisti…

Ognuno può scegliere la risposta che più lo convince.

Da parte nostra l’augurio è che l’inchiesta vada avanti speditamente e che sia severa e inflessibile.

Dopo anni di disagi, di danni economici, di chiusure a singhiozzo, di promesse mai mantenute, di ritardi, di rinvii e di poca chiarezza è giunto il momento di chiedere la massima trasparenza e di auspicare che non si faccia alcuno sconto.

Beppe Tassone

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