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Ambiente | 27 aprile 2019, 08:30

Scopriamo insieme l'importanza della manutenzione e della messa in sicurezza con Fomento Restauri di Finale Ligure

In questo 2019 il marchio Formento, fondato nel 1959, compie sessant’anni esatti.

Scopriamo insieme l'importanza della manutenzione e della messa in sicurezza con Fomento Restauri di Finale Ligure

Manutenzione e messa in sicurezza: due interventi-chiave, diversi tra loro ma entrambi fondamentali, soprattutto per quanto riguarda gli edifici storici della nostra Liguria, flagellata nell’autunno e inverno scorsi da ondate di maltempo con raffiche di vento dalla forza senza precedenti.

Che cos’è una manutenzione, che cos’è una messa in sicurezza e che cos’è una mappatura propedeutica a un progetto di restauro? Ne parliamo con Formento Restauri srl, un’azienda di Finale Ligure che per ben sei decadi ha fatto della tutela del patrimonio architettonico e storico la sua bandiera.

Esattamente: in questo 2019 il marchio Formento compie sessant’anni esatti. Fu infatti fondato nel 1959, grazie alla volontà di Filippo e Paola Formento e viene oggi portato avanti, con lo stesso entusiasmo del primo giorno, dai fratelli Alberto Formento (architetto) ed Elena Formento (ingegnere edile).

Ma non è tutto: guardando sempre al futuro per tutelare la ricchezza del passato, i fratelli Elena e Alberto nel 2014 hanno lanciato il marchio “Restauro in quota” e oggi, dopo cinque anni, possono tracciare un bilancio dei molti interventi effettuati con questa tecnica. Spiegano infatti i titolari: “Il nostro personale non è fatto di acrobati, ma di tecnici altamente specializzati che, una volta in quota, sono in grado di osservare l’entità del lavoro e dare una mano concreta ai progettisti offrendo loro con cognizione di causa le informazioni più preziose per sviluppare un piano di restauro. Questo è quel tipo di lavoro che noi chiamiamo mappatura propedeutica e che, di norma, va di pari passo con la messa in sicurezza. Un intervento di messa in sicurezza è infatti qualcosa di urgente che viene posto in atto di fronte a una circostanza specifica, come può essere appunto un’ondata di maltempo; ma nel momento in cui si entra in azione si coglie l’occasione anche per mappare l’entità delle problematiche e consentire al committente, pubblico o privato, di sviluppare un percorso che porterà al restauro vero e proprio”.

A proposito di restauro, spiegano ancora i titolari: “Noi abbiamo varato nel 2014 le tecniche in quota, ma da quel momento con cadenza più o meno biennale abbiamo organizzato dei controlli sulle opere restaurate. A noi piace fare l’esempio dell’autovettura, chiaro a tutti: ci sono lavori importanti, come ad esempio la cinghia della distribuzione, che si possono fare ogni 100.000 km circa; però una volta sostituita la cinghia ci sono tanti piccoli controlli molto più frequenti da fare per essere certi che il veicolo circoli sempre in condizioni di assoluta sicurezza ed efficienza, come i cambi d’olio, le gomme, le pastiglie dei freni. Un parallelismo evidente è quello con la Torre Nolare dell’Abbazia di San Fruttuoso in provincia di Genova: nel 2014 è stata oggetto di restauro in quota da parte della nostra azienda. Nel 2015, a un anno esatto dal termine dei lavori, abbiamo fatto la prima verifica, seguita da un’altra nel 2016 e, da lì in poi, con cadenza biennale. La successiva è stata infatti condotta nel 2018”.

L’intervento di manutenzione svolto presso la Torre Nolare è stato persino oggetto di un servizio di Vittorio Brumotti divulgato da Mediaset sui social nell’ambito della rassegna “Ricordati di salvare l’Italia”.

https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/ricordati-di-salvare-l-italia_42182.shtml   

La Torre Nolare non è stato l’unico lavoro recente a godere di ottima visibilità: ad esempio, il restauro del Torrione e della Casa del Console di Borgio Verezzi, un plesso che ora sta tornando a nuova vita grazie ai molteplici eventi culturali al suo interno, è stato menzionato ad ottobre scorso nell’ambito del “Premio Cervara – Architettura e Paesaggio in Liguria” come esempio di bene storico “restituito” alla popolazione (tutti i dettagli in questo LINK).

Ma gli interventi fatti da Formento Restauri sono molteplici: come manutenzioni oltre alla già citata Abbazia di San Fruttuoso possiamo ricordare la Torre Pentagonale di Loano, il complesso della Collegiata di Sant’Ambrogio ad Alassio, il Forte San Giovanni a Finalborgo, Palazzo Reale a Genova; come messa in sicurezza citiamo la Torre Malasemenza di Albenga, il Castelletto di Finalpia, la Torre Comunale di Noli, la Chiesa Russa di Sanremo, il Palazzo Vecchio di Albenga, il complesso di Santa Caterina ad Arma di Taggia, molti tra i quali caratterizzati anche dalla realizzazione di una mappatura preventiva e propedeutica, nell’ottica di un intervento di restauro futuro. Una mappatura della cupola è stata effettuata anche sulla Chiesa della Maddalena a Genova. Molti di questi lavori sono visibili nella fotogallery allegata a questo articolo, con scatti tratti dall’archivio fotografico Formento.

Un esempio di progetto “onnicomprensivo”, cioè che ha coinvolto manutenzione, messa in sicurezza e mappatura, è quello svolto al Castello di Ivrea.

Tornando invece all’ondata di maltempo, con particolare riferimento agli spiacevoli episodi abbattutisi su tutta la Liguria tra il 28 e il 29 ottobre dello scorso anno, le richieste di aiuto a Formento sono state molteplici, sia da parte di enti pubblici, sia di clienti privati. Nella maggior parte dei casi si trattava di ardesie pericolanti o di infiltrazioni. Spiegano a tal proposito i fratelli Elena e Alberto Formento: “In questi casi veniamo chiamati perché possiamo garantire interventi mirati, rapidi, non necessariamente con l’applicazione delle tecniche in quota, con tempi d’azione stringati e costi contenuti. Il nostro personale è in grado di capire se si tratta talvolta solo di ardesie da cambiare o se è richiesto un intervento più articolato, che può comprendere o meno anche il montaggio di ponteggi. I nostri interlocutori si rivolgono a noi perché sanno soprattutto di trovare competenza, da parte di personale in grado, se necessario, anche di rifare un tetto da zero, ma soprattutto di capire le problematiche e togliere ogni margine di pericolo nel brevissimo termine”.

 

Redazione

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