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Altre notizie | 15 maggio 2020, 08:00

Come fossimo ad Ognissanti, cimiteri affollati un po’ ovunque

La città stenta a riprendersi, molte attività sono ancora ferme, ma quassù, fra alberi, cielo, tombe e fiori la “normalità” è tornata, la pietà e gli affetti sono ancora in prima linea

Cimetière du Château, Nizza

Cimetière du Château, Nizza

Anche i cimiteri, dopo due mesi, hanno riaperto e si assiste, in tutto il Dipartimento delle Alpi Marittime, ad un affollamento degno degli ultimi giorni di ottobre quando si accomodano le tombe in previsione di Ognissanti.

Fiori dappertutto, quella portati e quelli che sono sbocciati nelle aiuole, tantissime persone, alcune che riescono a venire a rendere omaggio ai propri cari per la prima volta dopo la morte.

I cimiteri chiusi, come del resto in Italia, hanno provocato drammi nel dramma, momenti di forte scoramento per persone decedute da sole, in rianimazione o in qualche casa di riposo e poi giunte sole anche al cimitero, senza essere accompagnate dalla solidarietà e dall’affetto di chi è rimasto.

Così la Collina del Castello, dove si trova uno dei più caratteristici cimiteri di Nizza, è presa d’assalto da una folla che, almeno lì, fa pensare agli afflussi turistici delle stagioni normali.

Tante automobili, tante persone a piedi, tante mascherine: la riapertura dei cimiteri sta restituendo alla popolazione, soprattutto agli anziani, la sensazione di un ritorno alla normalità, della possibilità di potersi ritrovare sulla tomba dei propri cari.

Più in basso la città stenta a riprendersi, molte attività sono ancora ferme, ma quassù, fra alberi, cielo, tombe e fiori la “normalità” è tornata, la pietà e gli affetti sono ancora in prima linea.


Beppe Tassone

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