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Business | 24 giugno 2020, 21:30

Mercato degli autoricambi: un settore in crescita, malgrado tutto

Non è un mistero che il settore dell’automotive sia tra i segmenti industriali che hanno maggiormente sofferto la crisi indotta dalla pandemia di Covid-19

Mercato degli autoricambi: un settore in crescita, malgrado tutto

Non è un mistero che il settore dell’automotive sia tra i segmenti industriali che hanno maggiormente sofferto la crisi indotta dalla pandemia di Covid-19. I motivi sono sin troppo facilmente intuibili e comunque tristemente noti, anche ai non addetti ai lavori: la prolungata quarantena con il conseguente blocco della circolazione di quasi tutti i veicoli a motore ha avuto, come precipitato principale, il calo drastico delle immatricolazioni. Un primo fattore cui si sono aggiunti gli effetti collaterali, a loro volta niente affatto trascurabili: cali generalizzati nella distribuzione e nella vendita di carburanti, ricambi e accessori, oltre a un consustanziale crollo del mercato dell’usato. A soffrirne sono stati soprattutto i venditori al dettaglio che operano fisicamente sul territorio, ma anche il mercato online ne ha risentito. Insomma, la crisi è generale e generalizzata, tuttavia alcune voci più che ottimistiche iniziano a levarsi, quasi in forma di esortazione a non gettare la spugna e a tenere duro, dal momento che l’improvvisa recessione è destinata a lasciare il posto a una non meno poderosa ripresa. Anche se al momento le tracce sono ancora troppo deboli per indurre all’ottimismo.

La teoria della fine della tempesta perfetta è attualmente cavalcata soprattutto da un rapporto estremamente dettagliato che inizia a girare tra i tavoli degli addetti ai lavori del settore degli autoricambi. In questo rapporto si prendono in esame le previsioni di vendita e di espansione del mercato nel periodo che va dal 2020 al 2026. Essendo stato elaborato da un team di analisti super partes e non direttamente dipendenti dalle case produttrici, esso offre una panoramica credibile, imparziale e per questo oltremodo significativa del mercato che verrà.

Cosa si sostiene, nello specifico, in questo studio? In poche parole, dopo un periodo di contenimento della crisi, che dovrebbe prolungarsi fino a gran parte del 2021, il mercato degli autoricambi subirà una nuova spinta propulsiva, dovuta in parte al rinnovato interesse dei consumatori verso tali articoli, e in larghissima parte alle strategie aziendali messe in opera – già da ora, a dire il vero – dai grandi marchi del settore. Per giungere a tali conclusioni, oltre ai trend di mercato degli ultimi anni, sono stati presi in considerazione parametri quali il livello di innovazione tecnologica e le pianificazioni a medio termine delle singole aziende. Ciò dovrebbe portare, sin dal 2022, a una sorta di “New Deal” del mercato, con un’espansione ancora più cospicua del settore dell’e-commerce.

Insomma, attori come MotorDoctor e altri portali analoghi assumeranno, negli anni a venire, un ruolo sempre più centrale all’interno della filiera produttiva, con un volume di acquisti che andrà crescendo costantemente, in alcuni casi a ritmi esponenziali. Dunque, coloro che prevedevano un superamento, in termini di erosione del mercato dell’e-commerce rispetto ai negozi territoriali di autoricambi non possono più essere presi per visionari: si tratta di un fenomeno immanente che, se non si concretizzerà entro il periodo analizzato dal rapporto appena redatto (il 2026 è, in fondo, molto più vicino di quanto si pensi), quasi sicuramente diverrà una realtà entro il quinquennio successivo. In altre parole: in quanti, dopo il 2030, andranno ancora ad acquistare i ricambi e gli accessori per il proprio veicolo – a due o quattro ruote – dal proverbiale rivenditore di fiducia?

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