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Altre notizie | 08 luglio 2020, 16:27

La Val Roya e le vie della storia nel nuovo racconto del nostro lettore Pierluigi Casalino

La Val Roya e le vie della storia nel nuovo racconto del nostro lettore Pierluigi Casalino

La Val Roia, detta anticamente Rutuba e poi Rotta, è attraversata dal fiume Roia, che nasce dal colle di Tenda e sfocia nell'estrema Riviera di Ponente presso Ventimiglia. Quando il Regno di Sardegna cedette alla Francia la Contea di Nizza nel 1860 venne divisa in due parti da un cuneo (il cosiddetto saliente di Saorgio), che comprendeva diversi centri della media valle, tra cui lo stesso Saorgio - oggi Saorge, in Francia - Breglio e Fontano, e che si estendeva in direzione nord-sud per circa 17 km; l'altra valle fece parte della provincia di Cuneo, nonostante che i caratteri del centro più importante siano di tipo ligure e non certo piemontese, così come è ligure-intemelia è la parlata locale; la bassa valle fu, invece, assegnata alla provincia di Porto Maurizio, creata nell'occasione e divenuta di Imperia nel 1923.

Con il trattato di pace del 1947, l'alta valle, insieme a diverse altre aree vallive e rimaste nel 1860 ai Savoia, passarono alla Francia, mentre la bassa valle ha subito altre ulteriori amputazioni, in modo che chi vuole oggi raggiungere per strada Borgo San Dalmazzo e Limone Piemonte deve percorrere un tratto di territorio francese. La strada Cuneo-Nizza, costruita dalla fine del XIV secolo, divenne rotabile nel 1782, assumendo per quei tempi un assetto moderno, completato poi e migliorato tra il XIX e il XX secolo, anche sul piano ferroviario, anche se di recente tale via di comunicazione sembra destinata ad essere sacrificata sull'altare di incresciose e paradossali esigenze di bilancio. Risalendo sempre la vallata, intanto, si raggiunge l'abitato di San Michele, una delle frazioni di Olivetta, che è in realtà l'erede dell'antico castello genovese di Penna, per secoli roccaforte di rilievo della Repubblica Ligure a Ponente, in Val Roia.

Il comune fu detto Penna fino al 1862 (e quindi corretto in Piena e oggi chiamato, nella parte passata alla Francia, Piène-haute) ) e solo dal 1890 reca tale altro nome di Olivetta, per essere stato così scelto dalla popolazione che aveva abbandonato il vecchio centro di Penna. Anche il Giuistiniani nel XIV secolo ricorda quanto decisivo fosse il ruolo del castello genovese di Penna, essendo posto a limite di frontiera tra il possessi di Genova e quelli sabaudi, ai quali interessava un passaggio scorrevole dei carichi di sale verso Nizza dal Piemonte. Si registrarono, infatti, molti tentativi da parte piemontese di impadronirsi di quei transiti  e dei relativi borghi e castelli: nel 1451, nel 1625, e nel 1672, con vere e proprie guerre tra Genova e i Savoia. In ogni caso anche questa porzione di Liguria venne assegnata al Piemonte, definitivamente, con il Congresso di Vienna del 1814-1815, dopo la parentesi napoleonica.

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