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Business | 27 novembre 2020, 11:00

Per il trattamento della depressione si pensa ai funghi allucinogeni

In America alcuni studi volti a dimostrare che i funghi allucinogeni sono utili nel trattamento di alcune patologie psicologiche

Per il trattamento della depressione si pensa ai funghi allucinogeni

Secondo recenti studi realizzati nel nord America i funghi allucinogeni sembrerebbero essere in grado di apportare notevoli benefici alla psiche, giocando un ruolo importante nel trattamento di alcune patologie come ad esempio la depressione o la dipendenza da alcol. La proteina responsabile di tali effetti positivi è la psilocibina, che sarebbe in grado di creare effetti psichedelici tali da ridurre i livelli di ansia e quindi di migliorare il benessere psicologico, un po’ come succede nel caso di assunzione dell’Amnesia Haze

Già nell’antichità i funghi allucinogeni venivano spesso utilizzati: secondo alcune fonti storiche il loro uso risale addirittura nelle comunità europee, asiatiche e africane già dall’età della pietra, per poi rappresentare invece una consuetudine il loro utilizzo all’interno di riti magici delle civiltà precolombiane americane, come i Maya e gli aztechi. 

Oggi però, scientificamente parlando, questo prodotto sembra aver trovato un accezione addirittura medica, giocando un ruolo importante e positivo nel trattamento di psicopatologie, in particolar modo nel settore delle dipendenze. E’ ancora tutto da dimostrare in maniera ufficiale, ma i risultati di alcuni studi effettuati sulla psilocibina, in essi contenuta, sembrano percorrere questa strada. 

La psilocibina per i disturbi psichiatrici 

Gli effetti che la psilocibina è in grado di fornire al cervello sembrano essere benefici e molteplici. Alcune ricerche infatti hanno ritrovato un positivo riscontro nell’utilizzo di questa molecola nel trattamento di alcuni disturbi ossessivo-compulsivi e nella depressione. 

I maggiori risultati, però, sembra si siano ottenuti per quanto riguarda il trattamento delle dipendenze: somministrando la Psilocibina a pazienti affetti da varie dipendenze, dalle meno gravi come il fumo, passando per l’alcol e fino ad arrivare alle dipendenze da droghe pesanti. 

Il meccanismo attraverso il quale il fungo allucinogeno possa apportare benefici nelle dipendenze è quello relativo alla distrazione del paziente dal pensiero ossessivo legato all’assunzione della sostanza cui si dipende, interrompendo quindi il circolo vizioso. Ciò si traduce in una minore ricerca e quindi di una graduale richiesta di alcol o droghe. 

La commercializzazione dei funghi allucinogeni

Ovviamente molti studi a riguardo devono ancora essere effettuati prima di poter dichiarare in maniera ufficiale che la psilocibina possa trovare spazio all’interno dei sistemi medicali. Allo stato attuale infatti, almeno in Italia, il commercio o la coltivazione dei funghi allucinogeni è illegale, questo per evitare ovviamente un loro uso improprio o un loro abuso, che paradossalmente potrebbe creare a sua volta una dipendenza. Addirittura l’Olanda pare aver messo un blocco alla loro commercializzazione, cosa che invece non è stato effettuata con la vendita dell’Amnesia Haze, nota anch’essa per i suoi effetti. 

La sua diffusione nei Paesi Bassi si è sempre più estesa perché pare avere anch’essa un impatto positivo per quanto riguarda il trattamento dei disturbi d’ansia, oltre che per i cambi di umore. C’è chi addirittura ipotizza un vantaggio nei casi in cui vi sia la presenza di una sensazione di aumentata fatica o dolori vari. Pensare ad una loro legalizzazione in Italia in questo momento è impensabile, anche se qualora fossero confermati gli effetti positivi attraverso studi scientifici, potrebbero fare presto il loro ingresso all’interno dell’industria medica.

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