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Ambiente | 11 febbraio 2022, 09:00

Monaco e Ventimiglia unite anche dalla storia: delegazione monegasca in visita alle grotte dei Balzi Rossi

L’incontro di ieri ha riunito presso le grotte un gruppo di studiosi e di autorità per visitare le grotte e commemorare l’attività del Principe Alberto come appassionato archeologo e promotore di un moderno metodo scientifico

Monaco e Ventimiglia unite anche dalla storia: delegazione monegasca in visita alle grotte dei Balzi Rossi

Non solo il porto, lo sviluppo commerciale e territoriale. Ventimiglia e Monaco sono legate a doppio filo anche dalla storia dell’uomo, quella che affonda le proprie radici anche ai Balzi Rossi, culla delle prime civiltà locali.
Una giornata importante per il Museo preistorico dei Balzi Rossi, con la visita di studiosi e autorità in occasione delle celebrazioni del Centenario di Alberto I di Monaco.

Il sito dei Balzi Rossi - si spiega nella nota - è considerato uno dei luoghi più importanti per lo studio della preistoria in Europa. La ‘scoperta’ di questa zona archeologica avviene negli ultimi decenni dell’Ottocento, poco prima degli scavi per la linea ferroviaria Genova-Ventimiglia. È il momento storico durante il quale il mondo si interroga sull’antichità dell’uomo e sulla durata dei periodi più antichi della preistoria: anche per questo motivo le grotte dei Balzi Rossi divennero famose. Gli scavi presso la zona archeologica continuano, condotti da diverse équipe di archeologi a livello internazionale”.

L’incontro di ieri, organizzato dal Professor Henry de Lumley, Presidente dell'Institut de paléontologie humaine (IPH) e appassionato studioso del sito dei Balzi Rossi, ha riunito presso le grotte un gruppo di studiosi e di autorità per visitare le grotte e commemorare l’attività del Principe Alberto I come appassionato archeologo e promotore di un moderno metodo scientifico.

Le prime ricerche archeologiche sistematiche, dopo i primi saggi effettuati da Emile Rivière, si devono infatti al Principe Alberto I di Monaco che nel 1882-83 si accordò con il proprietario dell’area per far precedere i lavori di cava da scavi archeologici. Con la collaborazione di G. Saige, conservatore degli archivi di palazzo del Principato di Monaco, il Principe fece riprendere gli scavi secondo principi stratigrafici, attraversando la parte centrale del deposito della Barma Grande e poi saggiando per la prima volta il deposito della grotta del Principe.

Nel 1895 Alberto I di Monaco acquistò infatti una delle grotte, la Barma del Ponte, da allora chiamata ‘Grotta del Principe’ e incaricò il canonico Leonce de Villeneuve di avviare le ricerche secondo un metodo scientifico che lui voleva sperimentare. In un suo scritto infatti sosteneva: ‘Perché uno scavo sia utile alla scienza la prima condizione è che il ricercatore conosca la stratificazione del giacimento che esplora. Gli strati di un deposito sono come i fogli di un libro, i fossili e gli utensili come le illustrazioni’. Questo approccio, rivolto a introdurre un metodo scientifico nelle attività di scavo archeologico, ha consentito di raccogliere una serie di dati e informazioni ancora oggi preziose per la conoscenza del sito".

All’incontro erano presenti: Didier Gramedinger, Ministero della Salute, Principato di Monaco; Michel Granero, Administration des biens de S.A.S. le Prince, Principato di Monaco; Prefetto Imperia, Armando Nanei; Questore Imperia, Giuseppe Felice Peritore; Direttore Generale Musei, Ministero della Cultura, Massimo Osanna; Direttore regionale Musei Liguria, Ministero della Cultura, Alessandra Guerrini; Gaetano Scullino, Sindaco di Ventimiglia; Federico Delfino, Rettore Università degli studi di Genova Comune Ventimiglia; Carlo Ferro, Comandante Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.

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Redazione

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