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Immobiliare | 12 luglio 2023, 08:00

Alloggi in Francia: prorogato al 31 luglio il termine per la dichiarazione, pronta una multa di 150 euro

Ogni mercoledì Montecarlonews dedica un articolo al settore immobiliare, perché essere informati è meglio. Una rubrica al “vostro servizio”

Scorcio di Nizza

Scorcio di Nizza

Prorogati i termini per denunciare la proprietà di un immobile in Francia: in considerazione del forte afflusso, come riporta il sito delle "finanze" francesi, la data limite é stata spostata al 31 luglio 2023.

Dal 1° gennaio 2023 è previsto un nuovo obbligo per i proprietari di immobili in Francia, persone fisiche e giuridiche: c’è tempo fino al 31 luglio 2023 per dichiarare al fisco come e da chi sia occupato l'alloggio.

Nessuno sfugge a tale obbligo, ma i cittadini stranieri, proprietari di un alloggio in Francia, sia che lo usino come residenza principale, secondaria o lo affittino, hanno lo specifico obbligo di effettuare la dichiarazione: altrimenti non sfuggiranno ad una multa “fissa” di 150 euro.

Si tratta di un “censimento” al quale non si può sfuggire, così come alle tasse che dovranno “continuare” ad essere pagate.
Con il 2023, infatti, è stata abolita, ma solo per le residenze principali (quelle dove si ha la residenza) la Taxe d'Habitation, che dovrà essere ancora pagata per i titolari di residenze secondarie in proprietà o che affittano da terzi.
La taxe d’Habitation, infatti, è a carico di chi occupa l’appartamento, a qualunque titolo, sia come proprietario, sia come affittuario. Se l’alloggio non è residenza principale, la tassa continua a dover essere pagata.

Come fare la dichiarazione
Occorre innanzi tutto collegarsi col sito delle imposte (https://www.impots.gouv.fr/accueil  ) e accedere alla propria posizione fiscale cliccando in alto a destra su “Votre espace particulier”, poi inserire il proprio numero fiscale e la password.
A questo punto si entra nella “propria” posizione.

In alto compaiono una serie di opzioni, è necessario cliccare su “Biens immobiliers”.
Si aprirà una pagina che reca l’indicazione dei beni posseduti, compresi eventuali garage o cantine.

Occorre compilare con pochi dati (molti sono già preinseriti) e validare. Se l’occupante è più di uno (coniuge, figli) occorre indicare anche i loro dati, ma è la procedura, molto semplice, a guidare nella compilazione.

Se l’alloggio è dato in affitto occorre indicare il nome di chi lo abita (in molti casi già impostata), quanto si percepisce ogni mese di affitto (al netto delle spese condominiali) e la data d’inizio della locazione (in molti casi già impostata)

Se si ha difficoltà ad accedere alla propria posizione tramite internet occorre comunicarlo, per scritto o telefonicamente, all’ufficio imposte di competenza territoriale che procederà ad inviare un modello cartaceo.
Fingere di non sapere o non fare nulla equivale all’automatico invio di una sanzione.
Avviso ai “troppo furbi”: fingere che l’inquilino (che ha traslocato) sia ancora residente nell’alloggio per non pagare la Taxe d’Habitation, non è consigliabile.
Tutte le agenzie (se sono loro a gestire la locazione) hanno l’obbligo di segnalare il trasferimento dell’inquilino con il suo nuovo indirizzo e provvedono a tale adempimento. Se la gestione è diretta, il proprietario ha il dovere di effettuare la comunicazione.

Altra informazione della quale è meglio tenere conto se il proprietario gestisce in proprio l’affitto: quando l’affittuario dà disdetta della locazione, il padrone di casa deve farsi consegnare il giustificativo del pagamento della Taxe d’Habitation o, in caso che questo non sia possibile (partenza furtiva, rifiuto) deve obbligatoriamente informare l’ufficio imposte.






Beppe Tassone

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