Superare il limite di velocità di oltre 50 km orari non è più solo una grave infrazione amministrativa: da fine dicembre è diventato a tutti gli effetti un reato penale.
La svolta arriva con il decreto n. 2025-1269 del 22 dicembre 2025, entrato in vigore il 29 dicembre, che inasprisce la risposta dello Stato di fronte a comportamenti considerati sempre più pericolosi e in aumento sulle strade.
Fino a oggi, un eccesso di velocità di almeno 50 km/h oltre il limite consentito era classificato come contravvenzione di quinta classe, la più severa tra le sanzioni amministrative.
Ora, invece, la legge cambia passo: questi comportamenti vengono qualificati come delitti, una categoria giuridica più grave, con conseguenze penali ben più pesanti.
Va ricordato che il superamento dei 50 km/h era già considerato un reato in caso di recidiva. La novità introdotta dal decreto consiste nell’estendere questa qualificazione a tutti i casi, anche al primo episodio.
Cosa cambia concretamente
Con la nuova normativa scompare la definizione di “contravvenzione di quinta classe” per questo tipo di infrazione.
In diritto francese, il passaggio da contravvenzione a delitto comporta sanzioni più severe e l’intervento di una giurisdizione diversa: non più il tribunale di polizia, ma il tribunale correctionnel.
Le nuove sanzioni
Per chi supera il limite di oltre 50 km/h è ora prevista un’ammenda forfettaria penale di 300 euro, ridotta a 250 euro se pagata entro 15 giorni e aumentata fino a 600 euro in caso di ritardo. Il pagamento chiude la procedura.
Chi rifiuta l’ammenda forfettaria va invece incontro a un processo davanti al tribunale, con il rischio di:
- fino a 3.750 euro di multa (contro i 1.500 euro massimi previsti in precedenza);
- fino a 3 mesi di reclusione;
- sanzioni accessorie, come la sospensione o l’annullamento della patente e la confisca del veicolo.
Un’ulteriore conseguenza non trascurabile riguarda il profilo penale: il reato può essere iscritto nel casellario giudiziale, con effetti potenzialmente duraturi sulla vita personale e professionale del conducente.
Una stretta decisa, dunque, che segna un cambio di paradigma nella lotta contro l’eccesso di velocità e punta a rafforzare la sicurezza stradale attraverso la deterrenza penale.















