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Eventi | 21 gennaio 2026, 10:00

Démones et Déesses: 25 mila anni di femminile tra mito, potere e metamorfosi (Foto)

A Cannes una grande mostra attraversa la storia dell’arte e delle civiltà, dalla Preistoria al XXI secolo, per raccontare le molte vite della figura femminile

«Statue du type de la Vénus du Capitole» Italie 100 av. J.-C. - 600 apr. J.-C. Paris, Musée du Louvre, Département des Antiquités grecques, étrusques et romaines ©Ville de Cannes, Musée des explorations du monde, C. Germain

«Statue du type de la Vénus du Capitole» Italie 100 av. J.-C. - 600 apr. J.-C. Paris, Musée du Louvre, Département des Antiquités grecques, étrusques et romaines ©Ville de Cannes, Musée des explorations du monde, C. Germain

Fino al 24 maggio 2026, il Musée des Explorations du Monde di Cannes ospita la mostra “Démones et Déesses: de la vie à la mort”, un ambizioso progetto espositivo promosso dalla Mairie che ripercorre 25.000 anni di rappresentazioni del femminile.

Un viaggio affascinante tra mito, sacro e immaginario collettivo, raccontato attraverso quasi cento opere e oggetti di eccezionale valore storico e artistico.



Il percorso si avvale di prestiti prestigiosi provenienti dai maggiori musei francesi, dal Louvre al Musée d’Orsay, dal Musée Rodin al Musée d’Archéologie Nationale, fino alla Bibliothèque nationale de France, affiancati da istituzioni internazionali e collezioni private.

Ne nasce una mostra dal respiro decisamente internazionale, capace di restituire la complessità delle figure femminili che hanno attraversato i secoli: dee, madri, demonesse, divinità ibride, icone del desiderio e simboli di trasgressione.


« Scène à deux personnages » Abri de Laussel, Marquay (Dordogne) Gravettien (environ 25 000 av. J.-C.) Bas-relief par piquetage sur calcaire Musée d’Aquitaine, Ville de Bordeaux © Lysiane Gauthier

L’esposizione non si limita a incantare lo sguardo, ma invita alla riflessione. Attraverso miti fondativi e riletture contemporanee, “Démones et Déesses” interroga il modo in cui le società hanno costruito, temuto, venerato e reinventato il femminile, trasformandolo in uno specchio delle proprie paure e aspirazioni.

Allestita in sei sale tra piano terra e mezzanino, su una superficie di circa 200 metri quadrati, la mostra si articola in un itinerario tematico che attraversa epoche e culture: dalla nascita delle prime figure femminili nella Preistoria e nell’Antichità, ai culti dell’Oriente antico con Ishtar e Inanna; dall’Egitto di Iside, madre e protettrice universale, alla Grecia e Roma con Afrodite/Venere, incarnazione del desiderio.

« Parturiente » Site Grčac-Medvednjak Culture de Vinča (5 300 – 4 500 av. J.-C.) © Narodni muzej Smederevska Palanka, République de Serbie 

Il racconto prosegue nel XIX secolo, segnato da orientalismi e fascinazioni demoniache, fino alle reinterpretazioni del XX e XXI secolo, tra femminismi, spiritualità e nuove mitologie.

A completare l’iniziativa, un calendario di visite guidate e incontri di approfondimento. Tra questi, la conferenza dedicata a Lilith, figura emblematica del mito femminile, tenuta dalla storica Maureen Attali in collaborazione con Cannes Université.



Beppe Tassone

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