Il conto alla rovescia è iniziato. Domenica 15 marzo 2026 i cittadini di Nizza e di tutti i comuni delle Alpi Marittime saranno chiamati alle urne per il rinnovo dei Consigli municipali. L’eventuale secondo turno è già fissato per domenica 22 marzo.
Si voterà in un’unica giornata: seggi aperti dalle ore 8. Nei centri più popolosi si chiuderà alle 20, negli altri alle 18.
Liste definitive pubblicate dalla Prefettura
La Prefettura ha reso noti gli elenchi ufficiali delle liste e dei candidati. Nei comuni con più di mille abitanti sono state depositate liste complete; nei centri più piccoli, invece, vengono pubblicati i nomi dei candidati, secondo un sistema elettorale differenziato in base alla popolazione.
Il nostro giornale mette a disposizione i documenti integrali suddivisi per territorio: Arrondissement di Grasse e Arrondissement di Nizza.

Da Nizza a Mentone, da Cannes ad Antibes, fino ai borghi dell’entroterra, la competizione coinvolge l’intero Dipartimento.
Quando scatta il ballottaggio
Nei comuni sopra i mille abitanti, se nessuna lista raggiungerà la maggioranza assoluta (50% + 1 dei voti) al primo turno del 15 marzo, si tornerà alle urne il 22 marzo per il ballottaggio.
Il secondo turno è previsto anche nei comuni con meno di 1.000 abitanti, ma per il 2026 le regole sono cambiate in modo significativo.
Le nuove regole nei piccoli comuni
Con la legge del 21 maggio 2025, il sistema elettorale dei centri sotto i mille abitanti è stato uniformato a quello dei comuni più grandi, con l’obiettivo di rafforzare la parità di genere.
Tra le novità principali:
- Fine del “panachage”: non sarà più possibile cancellare candidati o aggiungere nomi di altre liste. Il voto sarà espresso su liste bloccate, composte in modo paritario con alternanza uomo-donna.
- Premio di maggioranza al primo turno: la lista che supera il 50% dei voti ottiene metà dei seggi; gli altri vengono distribuiti proporzionalmente tra le liste che superano il 5%.
- Accesso al secondo turno: in caso di ballottaggio possono partecipare solo le liste che hanno ottenuto almeno il 10% dei voti; quelle tra il 5% e il 10% possono fondersi con una lista ammessa al secondo turno.
La macchina elettorale è pronta. Ora la parola passa agli elettori.















