Dal 19 al 22 marzo 2026, negli spazi di Superstudio Più a Milano, torna la MIA Photo Fair Milano 2026, tra le più importanti fiere internazionali dedicate alla fotografia e alle arti visive contemporanee. In questo contesto NM Contemporary partecipa per la seconda volta alla sezione “Beyond Photography – Dialogue Section”, curata da Domenico de Chirico, presentando tre artisti uniti da una riflessione sulla trasformazione della natura e dell’essere umano: Antonio Barbieri, Matteo Basilé e Vincenzo Marsiglia.
La proposta espositiva si inserisce pienamente nel tema di questa edizione della fiera, “Metamorphosis”, offrendo una riflessione sul cambiamento attraverso linguaggi che superano i confini tradizionali della fotografia. Le opere in mostra nascono infatti dall’incontro tra arte e nuove tecnologie: dall’intelligenza artificiale all’utilizzo del visore Hololens 2, fino a dispositivi tecnologici progettati dagli stessi artisti. Il risultato è una produzione visiva che, pur apparendo futuristica, mantiene una forte impronta umana.
In un momento storico segnato da trasformazioni rapide, in cui l’accelerazione dell’evoluzione tecnologica rischia di disperdere la coscienza collettiva, i tre artisti ricercano – ciascuno con il proprio linguaggio – un recupero empatico della natura. Una natura intesa sia come de rerum natura, cioè il mondo naturale, sia come natura hominis, la dimensione più profonda dell’essere umano. In questa prospettiva la tecnologia diventa semplicemente uno strumento creativo, piegato alla necessità di percepire e rappresentare la realtà.
Tra le opere presentate spicca “Auryn, Phylogenesis of a Chimera” di Antonio Barbieri, che rappresenta l’albero filogenetico di due specie naturali che, nel corso dell’evoluzione, si fondono e si trasformano l’una nell’altra fino a generare una nuova forma di vita. L’opera richiama il fenomeno botanico del chimerismo, oggi più che mai attuale e metaforicamente applicabile anche all’identità sociale dell’essere umano.
Il progetto prende forma in un polittico fotografico realizzato appositamente per la MIA Photo Fair e disposto come una corolla attorno alla scultura Auryn, creata dall’artista nel 2025. Quest’ultima, caratterizzata da una struttura complessa e quasi barocca, presenta elementi floreali che ricordano una ghirlanda ornamentale: un oggetto dal sapore magico che potrebbe appartenere tanto a una civiltà antica quanto a un universo ipertecnologico e fantascientifico. La scultura evoca simbolismi arcaici e richiama in particolare la forma del doppio ouroboros intrecciato, simbolo dell’unione degli opposti e del ciclo infinito di creazione e rinascita. Composta da oltre quaranta elementi stampati in 3D, assemblati e dipinti a mano con colori a olio, l’opera nasce da una serie di fotogrammetrie realizzate su piante e funghi, elaborate dall’artista attraverso algoritmi sviluppati personalmente. Il risultato è un processo che unisce analisi dei dati ed esecuzione fisica, pienamente riconducibile al campo della phygital art.
La ricerca di Matteo Basilé prende forma invece nell’opera video generativa “Theatrum Naturae”, realizzata con l’intelligenza artificiale sviluppata dall’artista e denominata Airona. Il lavoro si colloca nella poetica dell’ibrido, tema centrale nella sua produzione artistica, e racconta una storia in cui natura e umanità si fondono e si trasformano reciprocamente. Una voce fuori campo pone allo spettatore una domanda provocatoria: “Chi ha cancellato chi?”.
Con questo progetto Basilé ribalta il processo tradizionale di costruzione dell’immagine fotografica, di cui è stato maestro per oltre trent’anni. La macchina fotografica, i modelli, i costumi teatrali, le luci e il set vengono sostituiti dalla scrittura dell’immagine. Volti, abiti, paesaggi, luci e ombre, esposizioni e texture nascono interamente dall’immaginazione dell’artista e dalla sua capacità di generare visioni a partire dal nulla. Il risultato è un invito a interrogarsi sul libero arbitrio, sulla nostra natura e sul rapporto con quella natura che l’uomo crede di aver domato.
Il percorso espositivo si conclude con “Map Star The World Nature” di Vincenzo Marsiglia, installazione composta da otto fotografie e tre video mapping dedicati a celebri paesaggi naturali italiani. I lavori sono stati realizzati attraverso il visore Hololens 2: a Carrara nel 2025 per la mostra personale al Mudec, curata da Cinzia Compalati; a Matera nel 2025, presentata in questa occasione per la prima volta in fiera; e a Capalbio nel 2024 con la curatela di Davide Sarchioni.
Il progetto MAP STAR THE WORLD è un lavoro di ricerca a lungo termine che Marsiglia ha avviato nel 2021, mappando architetture e paesaggi naturali in Italia e all’estero. Per la prima volta viene presentata una selezione di fotografie dedicata esclusivamente alla natura e alla sua percezione, realizzata tramite il visore Hololens e il software UM (Marsiglia Unit), la personale unità di misura della realtà elaborata dall’artista.
NM Contemporary invita il pubblico e i visitatori della fiera a scoprire il progetto espositivo presso lo Stand D011, nella sezione Beyond Photography – Dialogue Section, curata da Domenico de Chirico. Un percorso che attraversa arte, scienza e tecnologia per raccontare, attraverso nuove forme visive, la continua metamorfosi tra uomo e natura.
















