Non solo mare e mondanità: l’entroterra delle Alpi Marittime custodisce un patrimonio di borghi, storia e paesaggi ancora poco battuti dal turismo di massa. Touët-de-l’Escarène è la località dove, in sella alla propria bicicletta, ci conduce questa volta Danilo Radaelli.
Un borgo nato per accogliere viaggiatori
Le origini di Touët-de-l’Escarène affondano nel Medioevo, quando il villaggio nacque come punto di sosta per i viaggiatori diretti verso i valichi alpini.
Nel tempo si trasformò in un piccolo centro agricolo, favorito da un microclima particolarmente mite che ha consentito la coltivazione di vite, olivo e ortaggi.
Sotto il dominio dei Savoia, il borgo ottenne autonomia amministrativa, diventando un comune a sé stante e superando le tensioni tra le diverse signorie locali.

Rifugio e resistenza tra le montagne
Uno degli aspetti più affascinanti della storia locale risale al XVII secolo, quando, dopo la revoca dell’Editto di Nantes da parte di Luigi XIV, gruppi di protestanti trovarono rifugio in queste zone isolate.
Nelle alture sopra la valle del Redebraus furono scavate grotte fortificate, come quelle dell’Arbella e dei Pagani, veri e propri rifugi autosufficienti con cisterne, postazioni di vedetta e spazi di preghiera.
Successivamente, queste cavità vennero utilizzate anche dai “barbet”, gruppi ribelli attivi nell’area durante il periodo rivoluzionario.

Tra cultura e identità locale
Nel XVIII secolo il feudo passò all’avvocato Raphaël Miloni, che lo elevò a baronia. Ma è nell’Ottocento che il borgo diede i natali a una figura di spicco della cultura nizzarda: Henri Sappia.
Studioso e intellettuale, Sappia fu profondamente influenzato dalle idee di Giuseppe Mazzini e dalle imprese di Giuseppe Garibaldi.
Nel 1890 fondò una rivista di storia locale e contribuì alla nascita dell’Acadèmia Nissarda, ancora oggi attiva nella valorizzazione dell’identità e delle tradizioni della regione.

Un patrimonio da riscoprire
Oggi Touët-de-l’Escarène si presenta come un piccolo gioiello dell’entroterra, immerso nel verde e caratterizzato da elementi tipici dell’architettura provenzale: fontane, passaggi coperti, lavatoi in pietra e una chiesa risalente al XVI secolo.
Tra le curiosità, un antico frantoio trasformato in spazio culturale e un vecchio forno comunitario oggi riconvertito in ristorante, simboli di una tradizione che si rinnova senza perdere autenticità.
A nord del villaggio, le frazioni di Revel e Albera offrono panorami suggestivi sulla valle e rappresentano il punto di partenza ideale per escursioni a piedi o in mountain bike, lungo una rete di sentieri immersi nella natura.

Turismo lento e autenticità
Lontano dai circuiti più affollati della Costa Azzurra, questo angolo delle Alpi Marittime si sta affermando come meta ideale per chi cerca un turismo lento, fatto di sport, cultura e paesaggi incontaminati.
Un’alternativa sempre più apprezzata che completa l’offerta della Costa Azzurra, mostrando un volto meno noto ma altrettanto affascinante del Sud della Francia.





























