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Altre notizie | 07 maggio 2026, 17:00

Dentro la Biennale 2026: il fascino dell’attesa tra arte, pioggia e meraviglia

Primo racconto fotografico dai giorni di preapertura della Biennale d’Arte di Venezia 2026. Fotografie e testo di Silvia Assin

Nelle fotografie di Silvia Assin il racconto dei giorni di preapertura della Biennale d'Arte di Venezia.

Nelle fotografie di Silvia Assin il racconto dei giorni di preapertura della Biennale d'Arte di Venezia.

Questo è il mio racconto fotografico dei tre giorni di preapertura della Biennale di Venezia: un vernissage prolungato che sarà suddiviso in diversi articoli che il nostro giornale pubblicherà per dare spazio alle immagini e consentire un’immersione nel mondo della Biennale d’Arte 2026.

Montecarlo News aveva già annunciato, nei giorni scorsi, l’imminente inizio della 61ª Biennale d’Arte di Venezia, dal titolo In Minor Keys, una delle più importanti e influenti manifestazioni artistiche al mondo.

La rassegna durerà sei mesi: l'ho visitata in anteprima, documentandone l’atmosfera senza però svelare troppo, per non togliere l’effetto sorpresa agli appassionati d’arte e ai curiosi che la visiteranno nei prossimi mesi.



Le fotografie raccontano soprattutto l’atmosfera dell’esordio, sotto un cielo tanto luminoso quanto piovigginoso, e la folla che anima gli spazi della Biennale.

Oltre ai people che scendono dai taxi-motoscafo scortati dagli ombrelli, ci sono giornalisti, curatori, artisti e moltissimi fotografi impegnati a documentare i primi giorni dei padiglioni appena installati. Il fascino del nuovo, dell’appena inaugurato.

Partecipano quest’anno 100 Paesi e ne sono stati aggiunti sette nuovi, tra cui il Vietnam e sei Paesi africani.



Una giornata di visita appassionante, dall’apertura delle 10 alla chiusura delle 18: in questo primo appuntamento documentiamo soltanto una parte degli spazi espositivi interni e i bacini esterni.

L’invito della curatrice era quello di vivere il percorso con un ritmo lento e rilassato, ed era piacevole concedersi qualche pausa lungo il tragitto.

Si entra nelle Corderie, con gli affascinanti muri di mattoni a vista dell’epoca della Serenissima, come dentro un unico lungo racconto capace di incantare: scenografico, colorato, ricco di installazioni, video, arte tessile, fotografie, sculture e pittura.

Tra i padiglioni visitati ci hanno particolarmente colpito quelli dell’Uzbekistan, dell’India e della Cina. Documentiamo inoltre alcuni eventi collaterali davanti all’ingresso dell’Arsenale e scorci di vita e di strada intorno alla Biennale.

Silvia Assin

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