Santa Devota nacque nel 283 a Quercio, in quella parte della Corsica che poi diventerà Lucciana, a quei tempi provincia romana, nel periodo della persecuzione dei Cristiani. La giovane che non rinnegò mail la sua fede, fu perseguitata ed arrestata. Barbaramente torturata in prigione morì. Il governatore ordinò allora di bruciarne il corpo ma alcuni pescatori cristiani, riuscirono ad allontanare il suo corpo dal rogo e deporlo in una barca diretta per l'Africa, dove spervano potesse trovare sepoltura cristiana.
Si racconta che mentre la piccola imbarcazione era in navigazione scoppiò una violenta tempesta. Fu allora che, uscita dalla bocca della giovane, comparve una colomba che traghettò la barca fino al Vallone dei Galmati il luogo dove oggi sorge la chesa di Santa Devota. Come la barca sfiorò la costa la colomba scomparve mentre i pescatori di Monaco che videro la barca, e la colomba scomparire in cielo, presero il corpo della Santa ed edificarono la chiesa in suo nome.
Il luogo della tomba diventò meta per i fedeli e si compirono i primi miracoli. La storia narra ancora, che una notte un pescatore tentò di rubare le reliquie della Santa cercando di fuggire poi con la sua barca. L'uomo venne subito acciuffato e il gozzo fu bruciato sulla spiaggia come sacrificio espiatorio.
La protezione della Santa venne incontro ai monegaschi durante la guerra fra genovesi e pisani nel XVI secolo. Per sei mesi i Monegaschi riuscirono a respingere gli attacchi forti anche delle apparizioni della Santa. Nel 15 marzo 1507 i Genovesi abbandonarono l'assedio. L'anima protettrice dell’identità monegasca viene celebrata nel primo libro scritto in monegasco dal poeta Louis Notari "A legenda de Santa Devota".














