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Ambiente | 23 settembre 2020, 18:00

Costa Azzurra: alla scoperta del territorio. Il Col de la Bonette e Saint-Étienne-de-Tinée (Foto)

Montecarlonews propone luoghi, itinerari, passeggiate alla scoperta del Dipartimento delle Alpi Marittime. Le foto sono di Danilo Radaelli

Il Col de la Bonette e Saint-Étienne-de-Tinée nelle foto di Patrizia gallo e Danilo Radaelli

Il Col de la Bonette e Saint-Étienne-de-Tinée nelle foto di Patrizia gallo e Danilo Radaelli

Villaggi alpini e grande montagna: l’obiettivo di Patrizia Gallo e Danilo Radaelli non ci fa mancare nulla.

Questa volta si sono recati al Col de la Bonette, concedendosi prima una sosta a Saint-Étienne-de-Tinée.

Il Villaggio di Saint-Étienne-de-Tinée è situato in prossimità del Parco nazionale del Mercantour ed una parte del paese costituisce la zona centrale del Parco nazionale, essendovi pienamente integrata.
L'insediamento, riporta Wikipedia, fu nominato "Sancti Stephani Tinænsis" dai primi cristiani. Il territorio ha fatto da sempre parte della Liguria sotto l'Impero Romano, nel Regno longobardo e nel Regnum Italiae formatosi con Carlo Magno.

Fin dall'epoca longobarda vi operarono i monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio ed al suo ricco feudo reale ed imperiale monastico, cui dipese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, che gestiva ampi territori anche nelle valli del nizzardo e che nel VIII secolo a Nizza fondarono il monastero di Cimiez.
Una "carta" datata 1066 permette d'affermare che un villaggio dal nome di “Sancti Stephani Tiniensi” esiste e le sue terre sono state cedute alla cattedrale di Nizza.

È nel XVII secolo che il paese prende il suo nome attuale di Santo Stefano di Tinea, poi nel XIX secolo e fino al 1860 è denominato Santo Stefano Monti dagli italiani.

Il villaggio di Santo Stefano di Tinea ha conosciuto una lunga storia: le sue terre hanno fatto parte della Signoria di Thorame-Glandevès, passano poi ai Falcone (Faucon) di Glandevès nel XIII secolo, e nel XIV secolo ai Balbo (Balb) di San Salvatore (Saint-Sauveur-sur-Tynée), ruotando sotto il dominio dei conti di Provenza, ma conservando una certa autonomia.

La morte della regina Giovanna I di Napoli, della dinastia d'Angiò, esponente del primo ramo d'Angiò, apre una crisi di successione alla testa della contea di Provenza, le città della "Unione d'Aix" (Aix-en-Provence dal 1382 al 1387, che sostengono Carlo di Durazzo, poi divenuto Carlo III di Napoli, contro Luigi I d'Angiò, titolare del regno di Napoli.

La comunità di Santo Stefano di Tinea sostiene i Durazzo fino al 1386, poi cambia di campo per raggiungere gli Angioini, grazie ai negoziati pazienti di Maria di Blois-Châtillon o di Bretagna.

"Maria di Blois " (1345-1404), era vedova di Luigi I d'Angiò, re di Napoli, e reggente di loro figlio Luigi II d'Angiò, futuro re di Napoli.
La resa d'Aix ha ugualmente potuto giocare un ruolo nel voltafaccia della comunità.

Come molte altre comunità della parte orientale della Provenza che sceglie la dedizione alla Savoia a partire dal 1388, il paese dipendeva dai conti di Savoia, poi diventati duchi di Savoia, prima di far parte del Regno di Sardegna-Piemonte, come l'insieme del Contado nizzardo, prima della sua unificazione alla Francia nel 1860.

Nel 1594 una schiera di ugonotti, comandata da François de Bonne de Lesdiguières, s'impadronisce della valle del fiume Tinea. Il conte di Boglio, Annibale Grimaldi, governatore della contea di Nizza, reagisce e s'impossessa del villaggio. Egli fa bruciare la chiesa dove s'erano rifugiate delle truppe protestanti, il 19 luglio 1594. Il fuoco si trasmette ai tetti di assicelle in legno delle case più prossime all'incendio, poi al resto del paese. Solo il campanile, datante dal 1492, ha resistito alla fiamme.
Nel 1860, un anno prima dell'unità d'Italia, fu annessa alla Francia.

Il Col de la Bonette è posto a  2.715 metri,  è un valico alpino delle Alpi Marittime, situato in Francia nel dipartimento delle Alpi Marittime, uno dei più alti d'Europa, dopo il colle dell'Iseran, il passo dello Stelvio ed il colle dell'Agnello.

Dal colle parte una strada asfaltata, culminante a 2.802 m, che compie il cosiddetto giro della Cima della Bonette (2.860 m), da alcuni considerata il più alto punto di circolazione automobilistica in tutte le Alpi.

E’ meta continua di ciclisti e motociclisti, non è percorribile nella stagione invernale.

Per il colle è più volte transitato il Tour de France: il versante più duro, ma più corto, è quello nord da Jausiers; lunghissimo, ma più facile, il versante sud.


Beppe Tassone

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