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Business | 14 novembre 2020, 09:00

Tecnica del pomodoro: che cos’è e come funziona

La tecnica del pomodoro è una speciale topologia di timeboxing.

Tecnica del pomodoro: che cos’è e come funziona

Chi lavora in ambito digital anche come libero professionista, può avere difficoltà nel gestire in maniera ottimale ed efficiente il tempo. Tante volte capita di perdersi in distrazioni e non riuscire a raggiungere i task assegnati. Una delle soluzioni che risulta essere più efficace nel gestire il timing prende il nome di tecnica del pomodoro. Di seguito vediamo di capire che cos’è, come funziona e soprattutto quali sono i vantaggi assicurati.

Che cos’è la tecnica del pomodoro

La tecnica del pomodoro è una speciale topologia di timeboxing. Non ha nulla a che fare con l'ortaggio ma piuttosto con il timer da cucina a forma di pomodoro. È un sistema sviluppato da uno studente che ha scoperto come sia più semplice gestire l'attenzione e la concentrazione su brevi intervalli di tempo.

Come funziona la tecnica del pomodoro

Fondamentalmente, la tecnica del pomodoro prevede di impostare un timer su 25 minuti di tempo e fare una piccola pausa tra una sessione e l'altra. Si può impostare un timer anche sul telefono cellulare sul computer per evitare di disturbare gli altri colleghi in ufficio. Anche l'arredamento da ufficio deve essere funzionale per aiutare la concentrazione.

Per far funzionare al meglio questa tecnica, bisogna elencare i compiti da portare a termine su un foglio di carta o anche una lavagna. A ogni attività va assegnato un numero congruo di “pomodori” cioè sessioni da 25 minuti. Quando il timer parte, si lavora ininterrottamente fino a quando suona. Dopo che il timer scatta, si fa una pausa di cinque minuti. Poi si riprende con il pomodoro successivo e via così. Ogni quattro, si fa una pausa più lunga di circa 10 – 15 minuti.

Quali sono i vantaggi della tecnica

Adottare la tecnica del pomodoro ha diversi vantaggi, iniziando da una maggiore concentrazione. Adottare un sistema che prevede già delle pause, aiuta a ridurre sensibilmente le distrazioni. Infatti, è stato provato che la consapevolezza di potersi concedere anche solo cinque minuti di pausa una volta completata una sessione, aiuta a ridurre le distrazioni come utilizzare i social network, controllare i messaggi sullo smartphone e così via.

È molto più facile gestire brevi attività e sessioni di lavoro in questo modo invece che grandi blocchi di task. Dividere le attività i compiti aiuta a renderli più gestibili, aumentando notevolmente la produttività. Si riesce a dosare bene l'attenzione durante tutto l'arco della giornata evitando di avere momenti di calo. È evidente che questo sistema favorisca l'autocontrollo e l'autodisciplina.

Alcuni limiti del timeboxing

Ovviamente, un timeboxing di 25 minuti di attività più 5 di pausa non è una soluzione sempre valida poiché non tutte le attività possono essere organizzate in questa maniera. Infatti, ci sono lavori che richiedono una concentrazione prolungata oltre i 25 minuti. Interrompere l'attività ogni mezz'ora potrebbe bloccare lo stato di flusso. Tuttavia, si possono utilizzare tempistiche diverse in base ai task da svolgere: 45 minuti e 15 di pausa oppure 15 minuti di lavoro seguiti da 3 minuti di pausa.

Richy Garino

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