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Altre notizie | 28 febbraio 2024, 07:16

Non c'è neppure più la voglia di protestare: poche decine di persone a Tenda per la manifestazione sul tunnel

Sembra prevalere la rassegnazione: da Limone Piemonte sono partiti in nove e nessun rappresentante del Comitato di monitoraggio era presente. Oggi è il giorno della Cig, dove si parlerà di tempi e di riapertura

Non c'è neppure più la voglia di protestare: poche decine di persone a Tenda per la manifestazione sul tunnel

Sindaci della valle, rappresentanti sindacali e poca gente comune questa mattina a Tenda per manifestare contro le lungaggini dei lavori sul Colle che, dall’ottobre 2020, ha spaccato in due Piemonte e Liguria, almeno per chi vive nel cuneese e per la parte a Ponente della provincia di Imperia.

Poca gente. A Limone Piemonte, sul treno navetta che porta a Tenda, con partenza alle 9.30, sono nove i manifestanti: il sindaco, Massimo Riberi, passa per un saluto, ma non parteciperà alla manifestazione. Ormai tutto è delegato al Comitato di monitoraggio presieduto dalla Provincia, ma del Comitato a Tenda non c'è nessuno.

Due commercianti, Piera Dalmasso, che da 35 anni ha una merceria in centro a Limone, e Valentina Dalmasso, titolare di un bar, hanno un cartello di protesta. Si guardano e non nascondono la delusione di non trovare altri colleghi. "Sarebbe stato bello chiudere tutti ed esserci. Io ho messo un cartello al negozio, scrivendo che aprirò nel pomeriggio. Invece, siamo solo in due. Poi, però, tutti a lamentarsi", sottolinea la signora PieraValentina fa del sarcasmo: "Ma no, sono tutti nell'altro vagone". 

Nove persone. Qualche cittadino, il candidato sindaco Piergiorgio Chiera, il segretario provinciale della Cgil Piertomaso Bergesio e il segretario Fillea Cgil Nicola Gagino.

A Tenda non piove, la manifestazione si fa all'aperto. Ci sono tante televisioni francesi davanti al Municipio del paese, ma anche qui di cittadini davvero pochi. Ci sono il sindaco di San Michele Olivetta, il padrone di casa Jean Pierre Vassallo, rappresentanti sindacali dalla Liguria e pochi cittadini di Tenda. In totale si superano di poco i 50 presenti: ne erano attesi circa 300.

Una manifestazione che, alla vigilia della Cig, in programma oggi a Nizza ma seguita in videoconferenza anche dai sindaci e rappresentanti del territorio, racconta di una disillusione che non ha nemmeno più ragione di essere manifestata.

A Tenda è rimasto un solo ristorante, ma hanno aperto altre attività. Certo, con il tunnel aperto, le cose andrebbero meglio, magari. O forse no. Hanno i clienti che arrivano dal resto della Valle, non hanno il passaggio ma nemmeno il traffico che c'era fino al 2020; a Cuneo o a Limone ci vengono sempre meno, anche perché la navetta tra Limone e Tenda costa ben 6 euro a tratta. Spostarsi in auto è impossibile, richiederebbe un giro troppo lungo. E allora non si va più.

Dopo oltre tre anni, Tenda sembra rassegnata ma anche ormai abituata a stare senza traforo. Guarda dall'altra parte. Se poi, come ormai è certo, l'apertura sarà posticipata di molti mesi rispetto alla data di giugno 2024, gli anni diventeranno almeno quattro. E una volta aperto, nel tunnel si tornerà a viaggiare come prima, a senso unico alternato: dopo aver speso 250 milioni di euro.

Nel frattempo, la Valle Roya è stata quasi completamente ricostruita, mentre Limone Piemonte, la Valle Vermenagna e il Cuneese  restano sempre più isolati e irraggiungibili. Senza che nessuno abbia più nemmeno la voglia di arrabbiarsi.

 

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