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Ambiente | 08 maggio 2024, 10:35

Troppi lupi nel Parco del Mercantour: la deputata Masson scrive al Ministro della Transizione Ecologica

Inizialmente circoscritto alle regioni alpine, il lupo è ormai presente in tutti i massicci francesi. Chiede che la zona sia definita "difficilmente proteggibile" per permetterne l'abbattimento controllato

Troppi lupi nel Parco del Mercantour: la deputata Masson scrive al Ministro della Transizione Ecologica

Riceviamo e pubblichiamo: 

Il Ministro della transizione ecologica e della coesione dei territori Alexandra Mason mette in guardia circa la proliferazione dei lupi dopo la sua riapparizione in Francia nel Parco nazionale del Mercantour nel 1992.

Inizialmente circoscritto alle regioni alpine, il lupo è ormai presente in tutti i massicci francesi. Il numero di lupi adulti è stimato nel 2022 a un numero compreso tra 826 e 1 016 in Francia, secondo i dati dell'Ufficio francese della biodiversità (OFB), organismo incaricato di questa stima. I lupi grigi, da allora ritornati in Francia.

In Italia, presente soprattutto nei massicci alpini e provenzali, ha una dinamica demografica esponenziale. Dal 2012, il loro numero è in costante aumento e in tutte le regioni, un lupo è stato visto anche nel Finistère. Nell'estate del 2021, la popolazione di lupi aveva 145 territori detti «zone di presenza permanente» tra le quali 128 sono costituite da branchi.

Nel 2021, i lupi sono stati responsabili di quasi 3.700 attacchi contro gli animali da allevamento, rispetto a 1.800 nel 2011, con un aumento del 130% in dieci anni. Le varie misure messe in atto sono inefficaci per preservare l'attività dei pastori che subiscono ogni anno perdite sempre maggiori.

Si stima che circa 11.000 pecore siano state uccise nel 2021 rispetto a 6.000 dieci anni prima, risarcite per un costo superiore a 30 milioni di euro, cifra che si limitava a 9 milioni di euro nel 2011. L'aumento della capacità di campionamento dei lupi - 110 nel 2021 - resta peraltro troppo insufficiente rispetto all'aumento della loro popolazione sul territorio nazionale.

I lupi sono capaci di una grande mobilità, il che rende estremamente difficile l'adozione di misure destinate a difendere le popolazioni rurali e i loro animali domestici, in particolare quelli allevati nei pascoli all'aperto, che sono in pericolo a causa della crescente presenza di lupi, soprattutto nelle zone montane e scarsamente popolate.

Nelle zone rurali più densamente popolate, la presenza di lupi può avere ripercussioni negative sia sull'agricoltura tradizionale che sul turismo. Le misure preventive volte ad evitare conflitti di convivenza si sono rivelate inefficaci sul paesaggio e sull'ambiente e nonostante impegni di bilancio eccessivi. I risarcimenti, in molti casi, non permettono di ottenere il pieno risarcimento del danno subito

Il risarcimento annuale per i danni causati dai grandi carnivori in Europa ammonta a circa 28,5 milioni di euro. I pascoli alpini tradizionali e i sistemi di pascolo sono quindi sempre più abbandonati a causa dei rischi economici e umani legati al mantenimento dello sfruttamento nelle immediate vicinanze di grandi specie di predatori.

La perdita di animali d'allevamento e di animali domestici a seguito di attacchi di grandi carnivori comporta non solo danni economici per gli agricoltori e gli allevatori, ma anche gravi conseguenze emotive e psicologiche per i proprietari. È quindi indispensabile adottare misure concrete per risolvere i problemi e preservare così lo sviluppo delle zone rurali e dell'allevamento locale, in particolare per quanto riguarda le pratiche agricole tradizionali come la pastorizia.

Le aziende situate nelle zone montane sono di piccole dimensioni e devono sostenere costi aggiuntivi elevati, devono essere protette e incoraggiate, contribuiscono a preservare i paesaggi montani e a preservare la biodiversità nelle regioni inospitali, evitando lo spopolamento di queste zone.

Un indennizzo finanziario per le perdite di animali domestici a seguito di attacchi di grandi carnivori, pur essendo essenziale per la sopravvivenza economica degli allevatori, non può compensare la diminuzione del benessere degli animali caratterizzata da lesioni, aborti spontanei, aborti, diminuzione della fertilità e diminuzione dell'integrità del gregge, né compensare l'impatto che ne deriva sul benessere degli esseri umani, compreso quello degli allevatori e della popolazione in generale, che, nelle regioni in cui la presenza di grandi carnivori aumenta, si sentono insicuri a causa del timore di attacchi di questi animali.

È quindi necessario e indispensabile proteggere e preservare attivamente il modello dell'agricoltura pastorale, così come gli agricoltori che la praticano, con azioni decisive e soluzioni concrete. La deputata chiede all'on. il ministro di consentire al prefetto delle Alpi Marittime di classificare il cuore del Parco nazionale del Mercantour come «zona difficilmente protetta (ZDP)», come il Parco nazionale delle Cevenne nel 2019. Gli articoli 36 e 37 del decreto ministeriale del 19 febbraio 2018 modificato prevedono la possibilità di delimitare le zone difficilmente protette dai lupi.

Il criterio principale che prevale in questa classificazione è la densità ovina, che è particolarmente importante nel cuore del Parco Nazionale del Mercantour. La deputata chiede pertanto che, in questa «ZDP del parco nazionale del Mercantour», siano autorizzati contro i lupi i tiri di difesa semplici, i tiri di difesa rafforzati quando le greggi, nonostante il ricorso al fuoco di difesa semplice, ha subito almeno tre attacchi consecutivi negli ultimi 12 mesi e, quando gli attacchi alle mandrie persistono, è stato effettuato un campionamento semplice o rafforzato. Essa desidera conoscere le sue intenzioni al riguardo.

Alexandra Masson, Deputata Alpi Marittime

Cesare Mandrile

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