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Eventi | 08 giugno 2024, 08:00

La mostra di Jacques Martinez “Domani” si fa in quattro: Nizza, Milano, Venezia e Lugano

Martinez: Nizza rappresenta la gioia, Venezia simboleggia l'amore, Milano è sinonimo di amicizia, mentre Lugano evoca il luogo di residenza dell'artista.

Œuvre de Jacques Martinez © Tous droits réservés

Œuvre de Jacques Martinez © Tous droits réservés

In occasione del suo ottantesimo compleanno, Jacques Martinez indica la sua “geografia spirituale” con quattro mostre nei luoghi a lui più cari in Francia, Italia e Svizzera: Villa Arconati (Milano) fino al 13 ottobre 2024, SPARC* VeniceArtFactory (Venezia) fino al 24 novembre 2024, Palais Lascaris (Nizza) fino al 1° settembre 2024 e Villa Ciani (Lugano) dal 5 luglio al 1 settembre 2024.

Ogni luogo ha un significato speciale per Jacques Martinez: Nizza rappresenta la gioia, Venezia simboleggia l'amore, Milano è sinonimo di amicizia, mentre Lugano evoca il luogo di residenza dell'artista. La mostra fonde passato e presente e riunisce dipinti, sculture e disegni prodotti in mezzo secolo di carriera e che coprono temi diversi: il paesaggio, la figura umana, la natura morta e l'astrazione.

Jacques Martinez "Domani" - Affiche

E’ lo stesso artista a spiegare il motivo del titolo delle mostre: “Domani. Perché questo titolo per i quattro progetti che presento nel 2024?

"Per via dell'ultimo Festival della Canzone Italiana a Sanremo! E sì, c'è stato nel mezzo di queste canzoni popolari, tra il finto Rap e la canzone d'amore veramente italiana, un momento inaspettato, fortunatamente sorprendente.

Sul palco arrivò un uomo, Giovanni Allevi, ancora giovane, magrissimo e con i capelli già grigissimi. Un uomo e la sua storia, due anni di malattia, grave, gravissima, con questi giorni che immaginiamo siano vicini alla morte.

Ma quella sera era vivo, vivissimo, un po' tremante dall'emozione davanti agli applausi e sicuramente ancora un po' stanco. Poi cominciò a suonare, da solo, al pianoforte, nel silenzio più rispettoso della sala.
Prima ancora aveva avuto il tempo di parlare di Kant a Sanremo. Ha anche dato il titolo della sua musica. Domani! Ho mantenuto l'affermazione positiva. Domani.

Musica per dimenticare i giorni brutti, per guardare avanti. Come Allevi, non voglio chiudermi in una “retrospettiva”.

Mi aspetto che i miei progetti siano utili per mettere in “prospettiva” più di cinquant'anni di bottega. Spero anche che possano essere l’introduzione ad un racconto “in prospettiva”.

È per questi motivi che ho scelto questo titolo: DOMANI”.

I quattro progetti mostrano dipinti, sculture e disegni, che rappresentano più di cinquant'anni di lavoro: attraverso di loro Jacques Martinez cerca di continuare, con modestia (non sempre), con orgoglio (spesso) a “navigare” tra quelli che chiama i quattro punti cardinali della storia del mondo che gli appartiene.



Palais Lascaris, © Tous droits réservés

A proposito di Jacques Martinez
Nato a El-Biar, un piccolo villaggio sulle colline sopra Algeri, Jacques Martinez ha trascorso la sua infanzia nella città di Bône, oggi Annaba. Dal 1956 vive a Nizza dove studia e consegue il master in filosofia. Si trasferisce a Parigi nel 1973, mantenendo sempre un laboratorio nel Sud.

Espone alla galleria Daniel Templon dal 1974 al 1985, poi alla galleria Jean-Gabriel Mitterrand dal 1990 al 1997. Dal 1997 al 1999 realizza l'affresco per il Palazzo di Giustizia di Grasse.

Dopo il 1990 e il suo matrimonio con Marie Seznec, ha effettuato soggiorni regolari in Spagna e Italia.

L'inizio della sua attività é legata alla Scuola di Nizza: fu infatti presente in diverse mostre con questo titolo e un suo dipinto fu esposto all'inaugurazione del Centre Pompidou nel 1977, in occasione della la mostra “Su Nizza”.

Se non ha mai nascosto l’ammirazione che provava per l’opera di Martial Raysse, di César o per certi brani di Arman (di questi ultimi due fu anche assistente), dichiarava in un libro dedicato alla Scuola di Nizza di sentirsi un po’ “straniero o almeno marginale rispetto a tutta questa storia”.


Beppe Tassone

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