Mangiare al ristorante e alzarsi senza saldare il conto, fare il pieno di carburante e partire senza passare alla cassa, salire su un taxi o in hotel con l’idea di non pagare. Sono comportamenti che in Francia non rientrano tra le semplici “furbizie”, ma costituiscono un vero e proprio reato: la filouterie.
Si tratta di una pratica che scatta quando ricorrono tre condizioni: aver usufruito di un servizio (come un pasto, una corsa in taxi o un pernottamento), essere consapevoli di non voler pagare e agire in mala fede.
Diversa dal furto, perché prevede di farsi servire e non di appropriarsi da sé dei beni, la filouterie si distingue anche dall’escroquerie (truffa), che implica l’uso di raggiri o false identità.
I casi più frequenti riguardano ristoranti, bar e hotel con soggiorni inferiori a dieci giorni, corse in taxi o in treno, stazioni di servizio e pedaggi autostradali.
Le conseguenze non sono da sottovalutare: chi viene riconosciuto colpevole rischia fino a sei mesi di carcere e una multa di 7.500 euro.
In alternativa, la legge consente la chiusura del procedimento con il pagamento di un’ammenda forfettaria tra 250 e 600 euro.
Le vittime hanno la possibilità di costituirsi parte civile nel processo penale e chiedere il risarcimento del danno subito. In caso contrario, possono rivolgersi al giudice civile.
Infine, va ricordato che il reato di filouterie si prescrive entro sei anni dalla sua commissione.














