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Altre notizie | 07 febbraio 2026, 08:00

La manutenzione vitale della matrice extracellulare

I consigli di nutrigenomica di Simona Oberto

La manutenzione vitale della matrice extracellulare

Nello scorso articolo vi ho parlato della matrice extracellulare come un ecosistema fluido che influenza la nostra salute. Una sorta di oceano interno che, se sporco e congestionato, altera i nostri tessuti e accelera l'invecchiamento, al contrario ho sottolineato come un “terreno” pulito permetta una comunicazione cellulare rapida e un sistema immunitario efficiente. In questo articolo esploreremo come pulire e rigenerare questo “ecosistema invisibile” attraverso principi attivi mirati, abitudini detox e scelte di vita consapevoli. 

Per rigenerare “sana” la nostra matrice, non basta un singolo integratore o un corso di pilates, ma serve un approccio sistemico che deve partire dal centro del nostro benessere: l'intestino. Lui deve essere in perfetta salute. Infatti, una digestione efficiente e un Microbiota equilibrato sono i primi due filtri che impediscono alle tossine di inquinare la matrice e di alterare l’omeostasi dell’intero sistema corporeo. La sua integrità dipende da una idratazione profonda e da un corretto ed efficiente drenaggio connettivale (drenare significa stimolare l'eliminazione dei cataboliti acidi accumulati nel terreno). Fondamentale è anche la remineralizzazione attraverso l'assunzione di sali minerali alcalini che aiutano a riequilibrarne il suo ph, evitando che diventi troppo viscosa. Anche gli antiossidanti sono fondamentali per la sua integrità, in quanto proteggono l'endotelio e favoriscono la stabilità dei proteoglicani.

 Ma quali sono gli aspetti metabolici cellulari responsabili del suo danneggiamento? I principali sono i radicali liberi che attaccano direttamente le sue proteine strutturali, come il collagene e l'elastina. Queste molecole instabili danneggiano le fibre proteiche e alterano l’equilibrio biochimico dei tessuti: il terreno diventa meno elastico e più fragile. Un eccesso di radicali liberi a sua volta favorisce lo stress ossidativo che è uno dei maggiori nemici della matrice, perché innesca un circolo vizioso di degradazione strutturale e cioè attiva le MMP (metalloproteinasi della matrice), enzimi che, se in eccesso, “mangiano” letteralmente la struttura di sostegno dei tessuti. Inoltre, lo stress ossidativo accelera la glico-ossidazione: i radicali liberi aggrediscono le molecole di glucosio, rendendole estremamente reattive e capaci di saldarsi alle proteine, creando molecole rigide e meno elastiche che cementificano la matrice. 

Ci sono tre fattori scatenanti che favoriscono questa condizione: l’iperglicemia (alti livelli di zucchero nel sangue); l'infiammazione cronica che fornisce il carburante ossidativo costante; lo stile di vita sregolato (fumo, cibo spazzatura, abusi, inquinamento). In parole semplici, l'ossidazione è il motore e lo zucchero in eccesso è il materiale che viene bruciato e fuso insieme alle proteine, irrigidendole e bloccandone le funzioni. Quando la glico-ossidazione colpisce la matrice, c'è una immediata perdita di elasticità, perché le fibre collagene e di elastina cementate rendono i tessuti rigidi. Avviene un invecchiamento cutaneo precoce che si manifesta all’esterno con rughe profonde e perdita di tono e all’interno attraverso specifici danni vascolari, in quanto nelle arterie la matrice irrigidita contribuisce all'ipertensione e all’aterosclerosi. Compaiono problemi articolari, perché la cartilagine perde la sua capacità di ammortizzare i carichi. In questo quadro si amplifica l’infiammazione silente, causata da una aumentata produzione di citochine infiammatorie. 

Queste favoriscono un accumulo di danni che trasformano la matrice da uno stato fluido (sol) a uno stato viscoso (gel), ostacolando lo scambio di nutrienti e ossigeno tra sangue e cellule. Allora cosa possiamo fare di concreto per inibire la questa pericolosa degenerazione? Per ripulire la matrice è necessario un programma integrato che combini biochimica (principi attivi naturali delle piante, alghe e funghi), agenti biologici benefici (probiotici), corretta alimentazione e stile di vita equilibrato. Partiamo dalla condizione più evidente: avrete capito che la matrice extracellulare può saturarsi di tossine e scarti metabolici. Se il sistema linfatico non drena correttamente, questi accumuli ostacolano gli scambi nutrizionali e la comunicazione tra le cellule. 

Ecco perché è fondamentale lavorare sulla stimolazione degli organi emuntori (fegato, reni) e del sistema linfatico, naturalmente sotto la guida di esperti del settore. A questo scopo, molto spesso mi capita di consigliare nei miei protocolli il tarassaco che favorisce l’eliminazione renale delle tossine idrosolubili o lo Shiitake che sostiene la funzione epatica grazie a i suoi composti epatoprotettivi che aiutano a neutralizzare le tossine metaboliche. Validi anche il Poliporo, la betulla e la pilosella, potenti diuretici che favoriscono l'eliminazione dei liquidi in eccesso e dei residui azotati attraverso i reni. Interessante la linfa di betulla (gemma), il rimedio di elezione per il drenaggio profondo della matrice, poiché agisce delicatamente, ma con efficacia sul sistema linfatico. 

Molto utile il cardio mariano che con la sua silimarina protegge e rigenera le cellule epatiche. Ma oltre alle sostanze naturali consiglio sempre anche una adeguata attività fisica che stimola il turnover del collagene e una giusta idratazione che facilita il drenaggio della linfa, prevenendo ristagni. Questi sono i veri motori del sistema linfatico che a differenza di quello sanguigno non ha una pompa (cuore), ma dipende dalla contrazione muscolare. E’ quindi di grande aiuto una idratazione alcalina con un’acqua con un residuo fisso basso, da sorseggiare nella giornata. L'acqua, in questo modo, riuscirà a penetrare nella matrice e a “lavarla”. 

Al contrario, bere un litro di acqua a colazione e poi dimenticarsene per tutto il giorno è una cattiva abitudine che non farà altro che appesantire i reni che andranno ad espellerla velocemente. Importante il movimento: non serve praticare uno sport estremo, ma ottimali sono le camminate veloci o lo yoga per attivare il drenaggio linfatico, senza stressare ulteriormente il corpo. Fondamentale è una dieta povera di zuccheri raffinati e ricca di polifenoli (resveratrolo, EGCG del tè verde) che proteggono le fibre della matrice dai radicali liberi. Utili anche integrazioni di acido Alfa lipoico, un antiossidante universale che riduce lo stress ossidativo e migliora il metabolismo del glucosio o di carnosina che blocca i radicali liberi e protegge le fibre collagene, ma anche la vitamina B1 che limita il legame pericoloso, di cui vi ho parlato prima, tra lo zucchero e le proteine. Per ridurre la rigidità della matrice ed eliminare i prodotti dell'ossidazione è fondamentale introdurre nei nostri pasti le crucifere: broccoli, cavolfiori, rucola che forniscono zolfo e sono fondamentali per i legami del collagene; ma anche alimenti ricchi di vitamina C e bioflavonoidi, come gli agrumi e i frutti di bosco. Dobbiamo privilegiare una alimentazione più alcalina, mangiando più verdura a foglia verde, più frutta di colore blu e viola e ridurre gli zuccheri raffinati e l'eccesso di proteine animali (quelle infiammatorie). 

Esistono spezie anti-glicazione come la cannella e lo zenzero che aiutano a regolare gli zuccheri nel sangue, impedendo la “cristallizzazione” della matrice. Ma non basta. Un fattore fondamentale che non mi scordo mai di sottolineare è che dobbiamo puntare ad avere una buona respirazione diaframmatica: il diaframma funge da pompa per la cisterna del chilo (il centro del sistema linfatico). Respirare bene smuove fisicamente le tossine fuori dai tessuti. Dobbiamo rispettare il ritmo circadiano, cercando di dormire entro le 23:00, in quanto il sistema linfatico del cervello (glinfatico) e i processi di disintossicazione profonda sono massimi durante le prime ore del sonno notturno. Altro punto da non sottovalutare è la corretta gestione dello stress. 

Lo stress cronico innesca una cascata biochimica che altera profondamente l'ambiente in cui vivono le cellule, aumentando i livelli di cortisolo e di scarti acidi che induriscono la matrice, rendendola meno fluida. In poche parole, trasforma la matrice da un fiume pulito e una palude stagnante. Per agire sullo stress, esistono delle piante adattogene che non solo favoriscono il rilassamento, ma aiutano le cellule a ridurre gli scarti metabolici. Interessante l’Ashwagandha che favorisce la diminuzione dei livelli di cortisolo e dell'acidità della matrice. Il Reishi, un micoterapico che dona lucidità mentale e una concentrazione rilassata. La Rodiola rosea che aiuta l'organismo a gestire la fatica e riduce il danno ossidativo cellulare. Il magnesio in forma citrato o bisglicinato aiuta a deacidificare i tessuti e rilassa la muscolatura, favorendo il microcircolo. Fondamentale è anche la cura della dimensione emotiva e spirituale. 

Molte volte nelle mie conferenze sottolineo il fatto che vivere nella gioia e nell'amore e seguire le proprie passioni e interessi ha un impatto biochimico positivo e misurabile anche sulla matrice extracellulare. Quando facciamo ciò che amiamo il cervello produce endorfine, dopamina e ossitocina. Queste sostanze contrastano il cortisolo, favorendo uno stato di fluidità della matrice e permettendo alle tossine di scivolare via verso i vasi linfatici. Anche il sistema nervoso parasimpatico è coinvolto, in quanto vivere nella gioia attiva il nervo vago. Quando siamo felici e rilassati i capillari si dilatano e il flusso linfatico accelera. 

E’ come se aprissimo i rubinetti per lavare le strade della nostra matrice. Le stesse proteine della matrice risentono negativamente dello stress cronico, mentre il benessere emotivo mantiene l'equilibrio tra sintesi e degradazione del collagene. In pratica, la gioia mantiene la matrice pulita elastica e funzionale. Uno stato di entusiasmo e passione riduce la tensione meccanica dei tessuti, in questo modo le cellule, meno “strizzate” dallo stress emotivo, si rilassano e lavorano meglio, producendo meno scarti metabolici e assorbendo meglio i nutrienti. Pensate alla vostra salute come a una casa accogliente: se la dieta e i principi attivi delle piante sono le mani laboriose che puliscono e riordinano, l'amore e la passione sono il sole che illumina ogni stanza. Quando splende la “luce del cuore”, lo sporco non trova angoli bui in cui nascondersi e tutto scorre via con leggerezza. 

Redazione

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