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Ambiente | 04 aprile 2026, 07:00

Ambrosia, allarme sulla Costa Azzurra: cresce la minaccia delle allergie

La pianta invasiva si diffonde tra Alpi Marittime e Var: esperti e istituzioni puntano su prevenzione e interventi tempestivi

Ambrosia, allarme sulla Costa Azzurra: cresce la minaccia delle allergie

L’ambrosia, pianta infestante già ampiamente diffusa nella valle del Rodano, inizia a radicarsi anche sulla Costa Azzurra.

Negli ultimi anni sono aumentate le segnalazioni tra le Alpi Marittime e il Var, dove le autorità locali lanciano un appello alla prevenzione per contenere la sua proliferazione e limitarne gli effetti sulla salute.

Uno dei casi più monitorati riguarda il comune di Le Mas, piccolo centro di circa 100 abitanti a nord di Grasse, all’interno del Parco naturale regionale delle Préalpes d’Azur. 

Qui, dal 2010, è stata rilevata la presenza di ambrosia a foglie di artemisia in un terreno agricolo. 

Finora il numero di piante è rimasto contenuto, ma la loro natura altamente invasiva ha imposto una sorveglianza costante. 

L’area è stata recentemente inserita nella mappa nazionale di “Signalement-ambroisie”, che registra le presenze accertate sul territorio francese.

Nel maggio 2025 sono state individuate nuove piantine, poi rimosse manualmente nel mese di luglio: circa cinquanta esemplari estirpati, un numero relativamente basso anche grazie al passaggio di una mandria di bovini che ha contribuito a limitarne la diffusione.

Tuttavia, in precedenza la densità era tale da rendere impossibile una mappatura puntuale di ogni pianta.

Per il 2026, la comunità d’agglomerazione del Pays de Grasse, insieme al Parco delle Préalpes d’Azur e con il supporto dell’organizzazione fitosanitaria Fredon, sta preparando un’operazione di eradicazione mirata. L’obiettivo è intervenire prima che la situazione sfugga al controllo.

Secondo gli esperti, la specie è in crescita nelle Alpi Marittime, anche se il dipartimento non è tra i più colpiti.

Alcuni esemplari sono stati segnalati anche nei pressi di Carros e lungo una strada vicino all’aeroporto di Cannes-Mandelieu. Nel Var, invece, casi isolati sono stati registrati tra Trigance e Méounes-les-Montrieux.

La diffusione dell’ambrosia rappresenta soprattutto un problema sanitario. La pianta germina già ad aprile, con temperature superiori ai 10 gradi, e cresce rapidamente fino a superare il metro di altezza.

Tra agosto e settembre rilascia un polline altamente allergenico, responsabile di sintomi come rinite, starnuti, affaticamento e crisi asmatiche. Bastano appena dieci granuli di polline per metro cubo d’aria per scatenare le prime reazioni.

Oltre all’impatto sulla salute, l’ambrosia danneggia anche l’agricoltura, sottraendo spazio e risorse alle colture.

In Provenza-Alpi-Costa Azzurra, il Vaucluse resta l’area più colpita, anche per la vicinanza con la regione Auvergne-Rhône-Alpes, considerata il principale focolaio storico della pianta in Francia.

Sul fronte della ricerca, gli scienziati stanno studiando una possibile soluzione biologica: un insetto, la chrysomela dell’ambrosia (Ophraella communa), già oggetto di sperimentazioni in Italia e da parte dell’Inrae.

Al momento, però, le ricerche sono ancora in fase preliminare e l’unico metodo realmente efficace resta l’estirpazione manuale.

Le autorità invitano i cittadini a collaborare: in caso di avvistamento nei giardini privati, è necessario sradicare la pianta senza tagliarla e lasciarla sul posto, evitando il compostaggio per non favorire la diffusione dei semi.

Se invece viene individuata in spazi pubblici, è possibile segnalarla attraverso la piattaforma dedicata.

La parola chiave, ribadiscono gli esperti, resta una sola: prevenzione.

Beppe Tassone

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