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Altre notizie | 18 agosto 2026, 19:00

Coursegoules, il villaggio sospeso dove la Costa Azzurra cambia volto

A mille metri di quota, ai piedi del Cheiron, un borgo medievale conserva vicoli, cappelle, restanques e una storia sorprendente. Qui la Riviera si allontana e comincia un’altra Provenza. Fotografie di Simona e Isy Araf

Coursegoules - Fotografie di Simona e Isy Araf

Coursegoules - Fotografie di Simona e Isy Araf

Simona e Isy Araf ci hanno inviato queste fotografie che raccontano la vita di un piccolo villaggio delle Alpi Marittime, Coursegoules attraverso i suoi “angoli” più suggestivi.


 
Coursegoules
C’è una Costa Azzurra che finisce dove cominciano le montagne. Basta lasciare il rumore della costa, salire verso il Col de Vence e seguire la strada che porta a Gréolières per incontrare Coursegoules, borgo di pietra appoggiato a circa mille metri di altitudine, nel cuore del Parco naturale regionale delle Préalpes d’Azur. 

Da lontano appare quasi intatto, raccolto sotto il massiccio del Cheiron. Da vicino rivela una storia molto più movimentata di quanto suggeriscano le sue dimensioni.

Coursegoules è uno di quei luoghi dell’entroterra delle Alpes-Maritimes che sembrano appartenere a un’altra geografia. Niente lungomare, yacht o alberghi affacciati sul Mediterraneo.

Qui ci sono vicoli ripidi, scale, passaggi voltati, case addossate le une alle altre e tracce di antiche fortificazioni. Un paese costruito per proteggersi, ma oggi diventato una delle mete più interessanti per chi cerca la parte più autentica e silenziosa della regione.



Dalla strada romana alla Ville Royale

La storia comincia molto prima del Medioevo. Il territorio era attraversato dalla via Ventiana, l’antico percorso che collegava Vence a Castellane, e conserva testimonianze della presenza romana.

Nel XIII secolo Coursegoules apparteneva ai conti di Provenza e il villaggio si sviluppò attorno a un insediamento fortificato. Ma la pagina più curiosa arriva nel Seicento.

Nel 1620 gli abitanti, stanchi dei signori locali indebitati, riscattarono il villaggio e lo offrirono al re di Francia, Luigi XIII, in cambio della sua protezione.

Coursegoules divenne così una «Ville Royale», status che avrebbe conservato fino alla Rivoluzione. Una vicenda quasi romanzesca, che racconta anche il carattere di una comunità abituata a difendere la propria autonomia.

Il cuore del borgo è un piccolo labirinto medievale. Tra le architetture più importanti c’è l’antica cappella dei Penitenti Bianchi, ricavata nel XVII secolo sulle strutture dell’antico castello. Poco più in là si trova la chiesa romanica di Sainte-Marie-Madeleine, iscritta tra i Monumenti storici.



Il tesoro perduto di Ludovic Bréa

Coursegoules custodisce anche una storia degna di un romanzo d’arte. Nella chiesa si trovava un retablo attribuito a Ludovic Bréa, uno dei grandi pittori della tradizione religiosa tra Provenza e Liguria.

L’opera, datata intorno al 1500, venne restaurata nel 1996 e appena tre anni dopo fu rubata. Non è mai stata ritrovata. Una riproduzione ricorda oggi quella presenza scomparsa.

È una delle tante storie che rendono il paese qualcosa di più di una semplice cartolina. Anche il sito dedicato alla memoria locale continua a ricostruire episodi, personaggi e vicende della comunità, dai Grimaldi alle antiche scuole, fino alla vita quotidiana di un villaggio che nel XVIII secolo contava centinaia di abitanti e numerosi mestieri.



Restanques, lavanda e sentieri

Poi c’è il paesaggio. Salendo verso la cappella di Saint-Michel, le case lasciano spazio alle antiche restanques, i terrazzamenti agricoli che raccontano un’economia fondata per secoli sulla coltivazione della terra.

Coursegoules era conosciuta per il grano e per le rose destinate alle profumerie di Grasse. Oggi quei terrazzamenti sono soprattutto una memoria del paesaggio, attraversata da sentieri che conducono verso il Cheiron e gli antichi siti di Autreville.

La montagna offre altre sorprese: la cascata di Vescagne, il Col de Coursegoules e diversi itinerari escursionistici permettono di scoprire un territorio dove boschi, pascoli e pareti rocciose prendono il posto dell’urbanizzazione della costa.

È proprio questo il punto. Coursegoules non cerca di competere con Nizza, Cannes o Saint-Tropez. Non ne avrebbe motivo. La sua forza è l’opposto: mostra una Costa Azzurra senza mare, dove il tempo rallenta e la storia resta incisa nelle pietre.

A pochi chilometri dalla Riviera più celebrata e fotografata del mondo, esiste dunque un’altra Costa Azzurra. Più ruvida, più discreta, forse persino più vera. E Coursegoules, appoggiata al Cheiron, ne è uno dei migliori indirizzi.

Beppe Tassone

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