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Altre notizie | 22 agosto 2026, 08:00

A Cagnes-sur-Mer i ragazzi finiscono sotto coprifuoco. Il giudice: «Sì alla misura, ma non per sempre»

Il sindaco Bryan Masson aveva esteso il divieto agli under 15: niente strade e lungomare dalle 23 alle 6. La Ligue des droits de l’Homme ha fatto ricorso. Il 17 agosto il tribunale di Nizza ha dato ragione a metà al Comune e a metà ai suoi oppositori

Cagnes sur Mer

Cagnes sur Mer

A Cagnes-sur-Mer la notte ha un’età minima. Se hai meno di 15 anni, sei solo e sono passate le 23, in alcune zone della città non puoi più stare per strada.

Fino alle 6 del mattino. Una regola che ha trasformato una delle località più conosciute della Costa Azzurra in un curioso laboratorio di sicurezza urbana.

Ma questa volta la partita è finita davanti a un giudice. E la sentenza, arrivata il 17 agosto 2026, è più sottile di quanto potrebbe sembrare.

Il sindaco Bryan Masson aveva firmato il 9 giugno un’ordinanza che estendeva agli under 15 il coprifuoco notturno già applicato da anni agli under 13. Il divieto riguarda alcune aree della città, compresa parte del lungomare, e scatta dalle 23 alle 6. La misura è prevista dal 1° aprile al 31 ottobre.

La Ligue des droits de l’Homme non ci sta e porta il Comune davanti al giudice dei référés del Tribunale amministrativo di Nizza. La contestazione riguarda soprattutto la libertà di circolazione dei minori e la proporzionalità del provvedimento.

Il verdetto, però, non è quello che forse qualcuno si aspettava.



Il coprifuoco resta in vigore.
Il giudice non ha ritenuto sufficienti le argomentazioni della LDH per sospendere immediatamente la misura. Il Comune, infatti, ha fornito dati relativi a un recente aumento dei rischi e dei problemi di ordine pubblico ai quali i minori sarebbero particolarmente esposti come vittime. E il dispositivo, osserva il tribunale, è circoscritto: determinate zone, sei ore notturne e una fascia d’età precisa.

La sorpresa arriva però sulla durata.
L’ordinanza di Bryan Masson prevedeva che il coprifuoco potesse applicarsi ogni anno, dal 1° aprile al 31 ottobre, senza una nuova valutazione delle condizioni di sicurezza. Ed è proprio questo il punto che il giudice ha bocciato.

Una misura di polizia amministrativa, spiega il tribunale, deve essere collegata a rischi concreti e attuali e deve poter essere rivalutata in funzione dell’evoluzione della situazione. Non può diventare una sorta di dispositivo permanente, acceso automaticamente ogni primavera.

Tradotto: Cagnes può mandare a casa i suoi adolescenti quest’estate, ma non può decidere oggi che dovrà farlo anche l’anno prossimo e per tutti gli anni a venire.

È una distinzione giuridica sottile, ma politicamente significativa.

La storia del coprifuoco cagnois, del resto, viene da lontano. Il Comune lo applicava già agli under 13 e la misura era diventata negli anni una delle bandiere della politica locale sulla sicurezza. Nel 2026 il nuovo sindaco ha scelto di alzare l’asticella, includendo anche i quattordicenni.

Ora arriva il timbro della giustizia: il principio non viene cancellato, ma deve essere giustificato ogni volta.

E qui nasce la domanda più interessante. Se un ragazzo di 14 anni può lavorare d’estate, prendere un treno, andare al cinema o tornare a casa con gli amici, fino a che punto un sindaco può stabilire che dopo le 23 la sua libertà di movimento debba finire?

Il tribunale di Nizza ha scelto una risposta prudente. Non ha detto che il coprifuoco è illegittimo. Ha detto che non può diventare un automatismo.

Per Bryan Masson è una vittoria a metà. Per la Ligue des droits de l’Homme, una vittoria altrettanto parziale. Per i ragazzi di Cagnes, almeno fino al 31 ottobre, cambia poco: dopo le 23, meglio essere accompagnati.

La vera partita, però, potrebbe riaprirsi tra qualche mese. Perché quando arriverà il momento di riaccendere il coprifuoco nel 2027, il sindaco dovrà tornare a spiegare ai giudici, e soprattutto alla città, perché quella notte i quattordicenni devono ancora restare a casa.

Beppe Tassone

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