I canyon sottomarini del Mediterraneo, la loro conoscenza e conservazione è il tema dedicato ai laboratori in questi giorni al via nel Museo Oceanografico di Monaco, un appuntamento per le giornate di martedì 26 e mercoledì 27 aprile nella Salle de Conférences. La due giorni di laboratorio affianca la mostra « Méditerranée : splendide, fragile, vivante. » per sensibilizzare il più grande pubblico e far conoscere il fenomeno geologico del Canyon sottomarini, un ambiente insostituibile per alcune specie che li abitano.
Come un canyon terrestre, quello sottomarino si estende nelle profondità dei mari arrivando agli abissi. Un ruolo importante quello dei canyon negli scambi tra continente/oceani, essendo la via privilegiata dei sedimi che dal continente sono trasportati negli abissi. Un processo lento che può accellerare o decelerare ed apparire in forma di autentiche valanghe che si propagano per cencentinaia di chilometri. Nel 1979, un fenomeno di questo tipo si verificò nel canyon du Var, provocando l'affondamento di una diga di 300 metri in costruzione lungo l'aeroporto di Nizza e tagliando due reti telefoniche nella piana abissale 100 km più lontano.
La due giorni accoglierà una trentina di espserti sui canyon, scienziati, esperti in diritto dei mari, rappresentanti di organizzazioni internazionali, aministratori e incaricati della conservazione marina e gestione della pesca. L'inontro nasce su iniziativa del Centre de coopération pour la Méditerranée dell’UICN, il centro di attività del PNUE per le aree protette (CAR / ASP), l’Agence française des aires marines protégées, in coordinazione con il CGPM) ed il sostegno del ministero francee dell'ecologia.














