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Fashion | 04 novembre 2017, 14:56

140 anni di François Blanc: ecco chi era il “mago di Monte Carlo”

La vita avventurosa di un uomo fuori dal comune. Questa è stata l’esistenza di François Blanc, il “mago di Monte Carlo”, l’uomo dei sogni e delle sfide impossibili.

Source: Pixabay

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Se tutto è un sogno come ci ricorda Luis Sepúlveda, allora vale la pena seguirli i propri sogni, quelli che ci fanno emozionare e battere il cuore per cercare in qualunque modo di realizzarli e se non dovesse succedere, pazienza, ci abbiamo provato.

L’esistenza di François Blanc e del fratello Louis che lo ha seguito nelle sue avventure è una narrazione continua di avventure e sfide, di sogni e realtà. Proprio quest’ultima sembrava non essere sufficiente a soddisfare le aspettative e i desideri dei due fratelli che lasciarono il loro villaggio in Provenza per seguire un circo itinerante e imparare i primi rudimenti di funambolismo e giochi di carte. Impararono allora come affascinare il pubblico e quest’arte si sarebbe trasformata anni dopo nel successo dell’uno e dell’altro.

Abbandonano presto il circo, perché si sa i veri sognatori cercano sempre altro e finiscono così nella città di Bordeaux dove partecipano come broker alle contrattazioni della borsa locale. Con l’ingegno e l’abilità negli affari che sempre li contraddistinguerà capiscono subito che per avere successo devono battere sul tempo i loro concorrenti. Utilizzeranno il telegrafo de Chappe per conoscere prima degli altri i prezzi dei beni e giocare in anticipo sui loro avversari. Il telegrafo ottico era un’innovazione dell’epoca, antesignano dei futuri sistemi telegrafici ben più moderni.

I fratelli Blanc hanno successo e come ogni alpinista che ha bisogno di nuove vette da scalare, decidono di trasferirsi a Parigi e naturalmente il luogo d’arrivo non poteva che essere nelle sale del Palais Royal. L’umanità più variegata frequentava questi spazi, boutique, sale da ballo, café, il Palais Royal era luogo di incontro per artisti e avventurieri, sognatori e gente comune. Con l'intuito imprenditoriale che ha guidato la loro esistenza aprono nelle sale del Palais una sala da gioco che ovviamente non mancherà di riscuotere successo. Ancora una volta però la storia si ripete e i due fratelli si sposteranno verso la Germania dopo che una legge proibirà su territorio francese le sale da gioco.

 

Il centro della storia è proprio questo. Un punto di svolta della narrazione perché nei giardini di Bad Homburg François e Louis Blanc realizzeranno la prima casa da gioco con annessi bagni termali, giardini, sale da ballo, teatri e ristoranti. Un luogo di riposo per l’alta borghesia e l’aristocrazia locale che darà avvio alla storia dei famosi Baden tedeschi. È sul connubio tra benessere e gioco che si fonda il successo dell’idea imprenditoriale dei Blanc. Ma non è tutto. François comprende che per attirare davvero nuovi clienti la roulette tradizionale deve essere modificata. Meglio allora 37 numeri che 38 perché un unico zero raddoppia le possibilità di vincita dei giocatori. Inutile dirlo, è un clamoroso successo.

 

Intanto, come era accaduto in Francia, anche in Germania le case da gioco riscuotono sempre meno consensi, ma una nuova porta si apre per i Blanc. Sarà François a seguire questa nuova rotta dopo la scomparsa del fratello e il luogo di arrivo è così vicino al luogo di partenza, la Provenza in cui era nato, che il cerchio sembra trovare una propria chiusura.

A chiamarlo a Monte Carlo sarà il principe stesso, Carlo III che intende creare nel Principato di Monaco un punto di riferimento per tutti gli amanti del gioco e della bellezza. Nasce così il Casinò di Monte Carlo che in pochi anni grazie anche agli investimenti del principe e dello stesso Blanc diverrà un luogo simbolo del turismo internazionale. Ancora una volta il doppio zero scomparirà dalla ruota della roulette e ancora una volta l’avventura di Blanc si conclude con un trionfo.

Segno che a volte per avere successo è necessario togliere qualcosa, e uno zero in questo caso ha fatto la differenza.

 

r.g.

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