Il piccolo sagrato dell’antica chiesa di Sainte-Marie a Châteauneuf-Villevieille si è trasformato nella una scena di ritorno al passato: due iscrizioni romane, che da oltre un secolo riposavano tra le teche del Musée d’Archéologie Nationale di Saint-Germain-en-Laye, sono tornate idealmente al luogo che le custodì nei secoli.
Non si tratta delle originali, donate nel 1869 dalla comunità locale all’Imperatore Napoleone III e da allora conservate in ambito museale, ma di fedeli riproduzioni che oggi riaffiorano dal tempo per narrare una storia antica e profondamente radicata nel cuore del medio-pays nizzardo.
È grazie a un’iniziativa del Servizio di Archeologia di Nice Côte d’Azur, riconosciuto dal Ministero della Cultura come Centro di Conservazione e Studio dal 2019, che è stato possibile avviare, nel 2024, una vera e propria “caccia ai tesori dispersi” del patrimonio archeologico della regione.
L’obiettivo: censire, documentare e riprodurre i reperti antichi custoditi altrove, per restituire alla memoria collettiva i frammenti di storia locali.
Le epigrafi di Châteauneuf-Villevieille, testimonianza dell’antica romanizzazione del territorio, sono tra i primi manufatti a rientrare simbolicamente alla base.
Grazie alla collaborazione con il Musée d’Archéologie Nationale, la Réunion des Musées Nationaux ha realizzato un doppio calco: un modello in gesso, destinato alla conservazione nelle riserve archeologiche della Métropole, e uno in resina acrilica che sarà collocato all’interno della chiesa stessa, tra i numerosi “remplois” (gli elementi lapidei antichi reimpiegati in epoche successive) che punteggiano ancora oggi l’edificio.
Questo ritorno, per quanto “in copia conforme”, rappresenta molto più di un’operazione di restauro museale: è l’inizio di una nuova stagione di studio e valorizzazione del ricco patrimonio di Châteauneuf-Villevieille, che oltre alla chiesa vanta anche l’antico villaggio fortificato di Castel Nuovo, tuttora oggetto di interventi di recupero.
Così, in un gioco di specchi tra passato e presente, le pietre antiche tornano a raccontare la loro storia là dove tutto ebbe inizio.
Un piccolo grande evento, che celebra la memoria, la ricerca e la volontà di non lasciare che il tempo seppellisca ciò che ci appartiene.















