La siccità non concede tregua alla Costa Azzurra e la risposta delle autorità francesi si fa sempre più severa.
A distanza di appena due settimane dal primo giro di restrizioni, il prefetto delle Alpi Marittime ha firmato un nuovo decreto che amplia le limitazioni all'uso dell'acqua e porta il bacino della Cagne allo stato di crisi, il livello massimo previsto dal piano di gestione dell'emergenza idrica.
Da sabato 25 luglio salgono così a 43 i comuni interessati dalle misure, tredici in più rispetto al precedente provvedimento. Una decisione che fotografa un'estate sempre più difficile: piove poco, il caldo è persistente e la domanda d'acqua continua ad aumentare, mettendo sotto pressione una risorsa ormai al limite.
A preoccupare sono soprattutto i dati. Oltre l'81% delle falde acquifere del dipartimento registra livelli inferiori alla media stagionale.

A luglio il deficit di precipitazioni ha raggiunto il 45%, dopo una primavera già eccezionalmente asciutta, mentre le temperature si mantengono quasi quattro gradi sopra i valori normali. In alcune zone i consumi idrici sono aumentati fino al 30%, complice il caldo e l'afflusso estivo di residenti e turisti.
Il salto allo stato di crisi riguarda il bacino della Cagne e coinvolge i comuni di La Gaude, Saint-Jeannet, Saint-Paul-de-Vence, Vence e Cagnes-sur-Mer.
Per quest'ultima è però prevista una disciplina particolare: la città, pur appartenendo in gran parte al bacino della Cagne, riceve tutta l'acqua potabile dal bacino del Loup. Per questo le limitazioni più severe si applicano soltanto agli utilizzi non collegati alla rete idrica pubblica.
Le conseguenze sono immediate. Diventa vietato rabboccare le piscine private, lavare l'auto a casa e irrigare orti, giardini e spazi verdi, sia di giorno sia di notte, salvo limitate eccezioni.

Dovranno inoltre sospendere l'attività i centri di lavaggio auto che non dispongono di impianti per il riciclo dell'acqua, mentre anche i campi da golf potranno irrigare soltanto nel rispetto di rigide condizioni.
Le restrizioni non risparmiano il mondo produttivo. Agricoltura, industria e attività artigianali saranno chiamate a ridurre ulteriormente i prelievi d'acqua, in un quadro che la Prefettura definisce di «solidarietà» tra tutti gli utilizzatori della risorsa.
Si aggrava anche la situazione negli altri bacini del dipartimento. Brague e Paillons passano al livello di allerta rafforzata, mentre l'alta valle della Siagne entra in allerta.
Tutti gli altri comuni restano invece in vigilanza siccità, una fase che non introduce divieti ma invita cittadini e imprese ad adottare comportamenti improntati al risparmio idrico per evitare un ulteriore peggioramento.
«La situazione è decisamente peggiore rispetto allo scorso anno», hanno spiegato i tecnici della Direzione dipartimentale dei Territori e del Mare.
Un giudizio che conferma quanto l'emergenza idrica stia assumendo carattere strutturale anche lungo la Riviera francese, dove il cambiamento climatico, le ondate di calore sempre più frequenti e l'aumento dei consumi stanno trasformando la gestione dell'acqua in una delle principali sfide dell'estate.
















