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Eventi | 12 ottobre 2010, 17:08

La Costa Azzurra sotto l’occupazione italiana

L'incontro si svolgerà giovedì 21 ottobre dalle 17.00 nei locali della Università degli Studi di Cuneo

La Costa Azzurra sotto l’occupazione italiana

Giovedì 21 ottobre dalle 17.00 appuntamento nell'Università degli studi di Cuneo con l'incontro sul tema “La Costa Azzurra sotto l’occupazione italiana”. Interverranno Giovanni Carpinelli, professore di storia contemporanea dell’Università di Torino, Jean-Louis Panicacci dell’Università di Nizza, Michele Calandri dell’Istituto storico della Resistenza “Dante Livio Bianco” di Cuneo. Presenterà Manuela Vico dell’Alliance Française di Cuneo.

L’argomento è di grande interesse perché poco noto e finora trascurato: dopo la breve guerra contro la Francia (10-24 giugno 1940), definita anzi dai transalpini “colpo di pugnale alla schiena” perché loro erano già vinti dalle armate tedesche, che avevano ormai occupato Parigi e raggiunto Lione, l’Italia occupa a sua volta una piccola striscia del territorio nemico. L’unico centro di rilievo è Mentone. Inizia di qui la storia dei due periodi in cui si divide la presenza delle truppe italiane in Francia: quella riguardante la limitata, ma pesante presenza nella “città dei limoni” e dei villaggi lungo le Alpi occidentali e quella che, a partire dall’11 novembre 1942, vede la nostra 4ª Armata spingersi verso il Rodano e invadere i dipartimenti francesi dal confine svizzero al Var, oltre alla Corsica.

Tutto finirà con la nostra resa agli Alleati con l’armistizio dell’8 settembre 1943 e lo sfasciarsi della 4ª Armata di fronte all’azione dei nostri ex alleati tedeschi che invadono l’Italia e tutti i territori già tenuti dal nostro esercito, in Francia, in Jugoslavia, in Albania e Grecia. Il recente libro di Jean-Louis Panicacci, L’occupation italienne. Sud-Est de la France, juin 1940 - septembre 1943 è il primo lavoro che descrive completamente questa storia, disvelando i comportamenti delle nostre autorità civili e militari pencolanti tra odiosi atteggiamenti fascisti, rivendicazioni nazionaliste e altri, come la protezione degli ebrei dalle deportazioni, finora scarsamente scandagliati e, in ogni caso, smentendo ancora il mito del “bono taliano”.

L’interesse per tali vicende è molteplice, sia sul versante francese che su quello italiano, tenuto anche presente la ripercussione della “valanga” di soldati della 4ª Armata riversatisi in fuga nella nostra provincia tra l’8 e il 12 settembre 1943 e la successiva precoce origine della nostra lotta di liberazione.

Com. St.

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