È ormai definito il quadro delle liste nei comuni delle Alpi Marittime chiamati al voto domenica 22 marzo per il turno di ballottaggio che assegnerà la guida delle amministrazioni e la composizione dei consigli municipali. Un quadro che, tuttavia, resta tutt’altro che chiarito.
La legge elettorale, efficace nei duelli a due, mostra infatti tutti i suoi limiti in una fase caratterizzata dalla frammentazione dell’elettorato e da una forte disaffezione al voto: al primo turno ha partecipato appena la metà degli aventi diritto.
In questo contesto, il cosiddetto “fronte repubblicano”, che finora aveva contenuto l’avanzata dell’estrema destra, appare in difficoltà.
Senza accordi e con l’elettorato diviso, lo scenario più probabile è quello di una sconfitta, con la speranza, in alcuni casi, di spuntarla sul filo di lana.
A Nizza la situazione è emblematica: tre liste restano in corsa senza alcuna desistenza. Si confronteranno l’estrema destra guidata da Ciotti, la destra moderata di Estrosi e il centrosinistra di Juliette Chesnel-Le Roux, con un distacco che vede la prima nettamente in vantaggio sulle altre due.
A Menton, invece, si registra un accorpamento tra la seconda e la terza lista, entrambe di destra moderata: Sandra Paire e Louis Sarkozy si sfideranno contro l’estrema destra di Masson, mentre Florent Champion, anch’egli espressione dell’area moderata, resta terzo incomodo.
La frammentazione è diffusa anche negli altri comuni: quattro liste si contenderanno la guida di Roquebrune-Cap-Martin, mentre saranno tre i candidati in corsa a Tenda, Utelle e La Turbie. Solo a Villefranche e Théoule-sur-Mer le quattro liste iniziali si sono ridotte a due.
Nell’arrondissement di Grasse, Le Bar-sur-Loup (circa 3 mila abitanti) vedrà addirittura quattro liste in competizione, mentre a Cabris, Carros, Gattières, Peymeinade e Roquefort-les-Pins saranno tre le compagini in campo. Anche a Vence si conferma la presenza di quattro liste, ulteriore segnale di un sistema che fatica ad adattarsi alla nuova realtà politica.
Domenica saranno gli elettori o meglio coloro che sceglieranno di recarsi alle urne, a determinare gli equilibri. Decisivo potrebbe essere il ruolo degli astenuti.
Sul fondo, resta una tendenza evidente: mentre il quadro politico si frammenta, l’estrema destra si presenta compatta e pronta a capitalizzare il consenso.
Un fenomeno che segna una svolta nel panorama francese e che potrebbe trovare proprio in questo turno elettorale una significativa conferma.














