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Politica | 21 marzo 2026, 07:00

Francia al voto: ballottaggi decisivi nelle Alpi Marittime tra alleanze e sfide ad alta tensione

Domenica 22 marzo si decide il futuro di sedici comuni, da Nizza a Mentone: fusioni, ritiri e triangolari rendono incerto l’esito

Panorama di Nizza

Panorama di Nizza

Alla vigilia del secondo turno delle elezioni amministrative in Francia, fissato per domenica 22 marzo, il quadro politico nelle Alpi Marittime è ormai definito.

Dopo la scadenza di martedì 17 marzo per la presentazione delle liste, tra fusioni, ritiri e conferme, gli equilibri sono stati cristallizzati e si preannuncia una tornata elettorale ad alta incertezza.

Il primo turno del 15 marzo non è stato sufficiente a eleggere i sindaci in sedici comuni del dipartimento, tra cui spiccano Nizza e Menton, dove si concentrano le sfide politiche più rilevanti anche a livello nazionale.

In queste città, le divisioni tra destra sovranista, centrodestra e sinistra delineano scenari complessi e altamente competitivi.


Menton panorama

A Nizza domina il confronto tra due figure storiche della stessa area politica oggi contrapposte: Éric Ciotti, nettamente in testa al primo turno e il sindaco uscente Christian Estrosi.

La presenza di una terza lista, che ha scelto di non ritirarsi, rende il ballottaggio un triangolare dall’esito incerto, complicando le possibilità di rimonta dello sfidante.

Scenario articolato anche a Menton, dove la candidata del Rassemblement National parte favorita dopo il primo turno. Qui però le liste degli avversari si sono unite nel tentativo di arginare la sua avanzata, pur con il rischio che la frammentazione residua favorisca proprio la candidata di destra.

Più lineare, invece, la sfida a Saint-Laurent-du-Var, dove due candidati si affronteranno in un duello diretto senza alleanze o terze liste: in questi casi, decisivi saranno l’affluenza e il comportamento degli elettori esclusi dal primo turno.

In diverse altre realtà locali, le strategie adottate riflettono equilibri più tattici che ideologici. A Théoule-sur-Mer, ad esempio, un’alleanza tra il candidato in testa e un’altra lista sembra destinata a chiudere la partita già sulla carta, mentre a Villefranche-sur-Mer si registra una situazione opposta: tre candidati si sono coalizzati contro il favorito del primo turno, dando vita a uno degli scontri più imprevedibili.

Particolarmente complessa la situazione a La Turbie, dove cinque liste erano in corsa al primo turno e le successive fusioni hanno prodotto un triangolare estremamente equilibrato, con percentuali teoriche molto ravvicinate tra i contendenti.

Non mancano poi i casi in cui il ritiro di uno o più candidati, senza apparentamenti, potrebbe risultare decisivo. A Carros, ad esempio, i voti lasciati liberi potrebbero ribaltare un duello serratissimo, mentre a Tende e Cabris gli elettori degli esclusi saranno determinanti per l’esito finale.

Infine, in sette comuni si registra uno scenario di totale continuità: tutte le liste qualificate hanno deciso di restare in corsa senza accordi. In queste situazioni, come a Vence o Roquebrune-Cap-Martin, la dispersione del voto potrebbe favorire i candidati già in vantaggio, ma senza escludere sorprese.

Con un mosaico così variegato di alleanze e competizioni, il secondo turno nelle Alpi Marittime si preannuncia come uno dei più incerti degli ultimi anni. Domenica sera, il verdetto delle urne chiarirà non solo gli equilibri locali, ma offrirà anche indicazioni politiche di più ampio respiro.



Beppe Tassone

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