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Fashion | 05 aprile 2026, 19:00

Brassadeaux, gli anelli dolci della Provenza: la ricetta pasquale che profuma di fiori d’arancio

Dalle fiere medievali alle tavole della Costa Azzurra: storia, simboli e preparazione dei tradizionali biscotti “échaudés” che raccontano la cucina popolare di Nizza e della Provenza.

Brassadeaux

Brassadeaux

Tra le specialità dolciarie più antiche della Provenza, i brassadeaux, chiamati anche brassados, occupano un posto speciale nella tradizione gastronomica della Costa Azzurra e dell’entroterra nizzardo.

Questi anelli dorati e profumati all’acqua di fiori d’arancio nascono nel Medioevo e sono da sempre legati alle celebrazioni pasquali.

La loro particolarità sta nella doppia cottura: prima vengono immersi in acqua bollente e poi passati in forno.

Questo metodo, tipico delle preparazioni dette échaudées, regala ai dolci una consistenza unica: morbida e compatta all’interno, leggermente croccante all’esterno.

Un dolce medievale ricco di simboli
Il nome deriva dal provenzale bras (“braccio”), perché un tempo questi anelli ricordavano piccoli bracciali di pasta. Nelle fiere e nelle feste popolari venivano venduti infilati come collane oppure portati al braccio durante i festeggiamenti.

Nel passato avevano anche un forte valore simbolico. I brassadeaux rappresentavano abbondanza e fertilità e non era raro che gli sposi li indossassero al braccio durante le celebrazioni. Spesso venivano inoltre benedetti la Domenica delle Palme e regalati ai bambini come dolce augurio per la primavera.

Oggi restano una golosa testimonianza della tradizione culinaria tra Nizza e la Provenza.

La ricetta tradizionale dei brassadeaux
Ingredienti (per circa 10-15 pezzi)

  • 500 g di farina (tipo T55 o 00)
  • 15-20 g di lievito di birra fresco (oppure 1 bustina di lievito secco)
  • 250 ml di latte tiepido
  • 3-4 cucchiai di acqua di fiori d’arancio
  • 40-80 g di burro fuso
  • 80-100 g di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • 2 uova
  • 1 uovo per spennellare
  • Scorza grattugiata di un’arancia (facoltativa)


Preparazione
Preparare il lievitino
In una ciotola mescolare un po’ di latte tiepido con il lievito e 2-3 cucchiai di farina. Lasciare riposare per circa 20 minuti, finché il composto non diventa schiumoso.

Impastare
Unire la farina restante con zucchero e sale. Aggiungere le uova, il burro fuso, l’acqua di fiori d’arancio e il lievitino. Impastare fino a ottenere una pasta liscia e omogenea.

Lievitazione

Formare una palla, coprirla e lasciarla lievitare in un luogo tiepido per 1 ora e mezza o 2, fino al raddoppio del volume.

Formare gli anelli
Sgonfiare delicatamente l’impasto e dividerlo in piccoli cilindri. Unire le estremità formando anelli di circa 10 centimetri di diametro.

L’“échaudage”
Portare a leggero bollore una grande pentola d’acqua. Immergere gli anelli per 1-2 minuti: quando salgono in superficie, estrarli e farli asciugare su un canovaccio.

Cottura
Disporli su una teglia, spennellarli con l’uovo sbattuto e cuocerli in forno preriscaldato a 180 °C per 15-20 minuti, fino a quando risultano dorati.

Il consiglio della tradizione

I brassadeaux si conservano bene in una scatola ermetica per alcuni giorni. Sono perfetti a colazione o a merenda, magari accompagnati da confettura di agrumi o miele, per esaltare il loro delicato profumo di fiori d’arancio.

Un dolce semplice ma carico di storia, che continua a raccontare, morso dopo morso, l’anima più autentica della cucina nizzarda e provenzale.


Beppe Tassone

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