Nuovo itinerario ciclistico nel Dipartimento delle Alpes-de-Haute-Provence, dal Verdon al villaggio di villaggio Montagnac, fino al Lac de Montpezat con foto del villaggio di Quinson e poi del Museo Preistorico.
Puntata al Castello Carp Diem e al suo vigneto per poi proseguire fra foto panoramiche del vigneto con vista al villaggio di Cotignac ed a quello di Carcès ed alle cascate del Caramy.
Ci sono luoghi che si lasciano visitare. E altri che chiedono di essere attraversati lentamente, con il ritmo regolare dei pedali e lo sguardo allenato a cogliere dettagli che sfuggono a chi va di fretta.
Cotignac, nel cuore della Provenza interna, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Si arriva al villaggio percorrendo strade secondarie che serpeggiano tra vigneti, oliveti e boschi di querce.
La luce, qui, ha quella qualità morbida e dorata che da sempre richiama fotografi e pittori. Poi, quasi all'improvviso, appare il profilo del paese: case color miele raccolte ai piedi di una monumentale parete di tufo alta decine di metri, una quinta naturale che sembra costruita per ospitare un teatro all'aperto.
È questo il primo scatto che ogni fotografo porta con sé. La falesia, scavata da grotte e cavità naturali, racconta una storia millenaria di acqua e roccia.
Una storia che non appartiene soltanto a Cotignac ma a un intero territorio, quello della Provence Verte, dove il paesaggio è stato modellato con pazienza dagli stessi elementi che ancora oggi ne definiscono il carattere.
Per chi viaggia in bicicletta, Cotignac rappresenta un eccellente punto di partenza per esplorare un angolo meno conosciuto della Provenza.
Le distanze sono contenute, il traffico limitato e il continuo alternarsi di salite dolci e discese panoramiche rende ogni uscita un esercizio di contemplazione prima ancora che di sport.
Bastano pochi chilometri per raggiungere Carcès, borgo raccolto attorno alle acque del Caramy. Qui il paesaggio cambia registro.
Il lago artificiale che porta il nome del paese riflette il cielo e le colline circostanti come uno specchio immobile, offrendo prospettive ideali a chi cerca immagini di natura e silenzio.
Al mattino presto la superficie dell'acqua si confonde con la foschia, mentre nelle ore del tramonto i colori si accendono di sfumature rosate e arancio.
Ma è seguendo il corso del Caramy che si comprende davvero il filo invisibile che lega questi luoghi. Il fiume attraversa vallate ombrose e tratti di vegetazione quasi inattesa per il clima mediterraneo, fino a raggiungere le Cascate del Caramy.
Non sono imponenti come quelle alpine, e forse proprio per questo conservano un fascino particolare. L'acqua precipita tra rocce calcaree e depositi di tufo, creando giochi di luce e riflessi che cambiano a ogni stagione.

Per il fotografo è una continua ricerca di inquadrature. Per il ciclista rappresenta invece una meritata pausa, un luogo dove fermarsi ad ascoltare il rumore dell'acqua dopo chilometri trascorsi tra il frinire delle cicale e il profumo della macchia provenzale.
Più a nord, oltre le colline che chiudono l'orizzonte, si estende il territorio del Verdon. Le sue gole spettacolari attraggono ogni anno migliaia di visitatori, ma è proprio partendo da villaggi come Cotignac che si può comprendere la geografia profonda di questa regione.
Perché il Verdon non è soltanto il grande canyon europeo. È il punto culminante di una lunga storia geologica che si ritrova ovunque: nelle pareti tufacee del borgo, nelle acque tranquille di Carcès, nelle piccole cascate nascoste tra gli alberi.
In un'epoca in cui il viaggio è spesso ridotto a una sequenza di destinazioni da consumare rapidamente, la Provenza interna suggerisce un'altra possibilità. Quella di procedere lentamente, fermandosi ogni volta che la luce cambia, che un vicolo si apre su una piazza silenziosa o che il paesaggio offre un nuovo dettaglio da fotografare.
A Cotignac si scopre che la bellezza non ha bisogno di effetti speciali. Basta una strada secondaria, una bicicletta e il tempo necessario per lasciarsi guidare dall'acqua, che qui continua da millenni a scolpire la pietra e la memoria.

















































